Archivio mensile:agosto 2016

PATTY PRAVO ⚫  SE PERDO TE STORY ⚫ PRAVISSIMA  ⚫ Rassegna Stampa 

PRAVISSIMA  – Rassegna Stampa 


Patty Pravo 

 SE PERDO TE STORY 

La versione originale in italiano, pubblicata su 45 giri in Italia e Francia e su EP in Portogallo

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SE PERDO TE 

(S. Bardotti – P. Korda)

 

Alla fine del 1967, ad un anno esatto dal suo debutto discografico, Patty Pravo già si mostra insofferente nei confronti del genere musicale scelto per il suo lancio, nonostante il grande successo dei primi due 45 giri, Ragazzo Triste e Qui e là. Un genere che Alberigo Crocetta (suo scopritore e manager) avrebbe continuato a cavalcare per molto tempo ancora se l’artista non avesse interposto la sua ferma volontà di cambiamento tra gli interessi economici del suo Pigmalione e quelli della RCA, sua prima casa discografica.

 

Sergio Bardotti, di ritorno da uno dei suoi viaggi intorno al mondo, fa ascoltare alla cantante un brano di P.P. Arnold, dal titolo The time has come. Una canzone che, soprattutto se riascoltata oggi, sembrerebbe non avere nulla di particolare, rispetto a tanti altri pezzi dell’epoca. Senonché nel mettere il disco sul piatto del giradischi, al momento dell’ascolto Bardotti dimentica di regolarne la velocità e finisce per proporre alla cantante una versione rallentata a 33 giri che sorprende e incuriosisce entrambi. Il pezzo originale, casualmente stravolto, sembra corrispondere alla particolare personalità vocale dell’artista. Patty Pravo si rende subito conto che le potenzialità della sua voce sono perfette per quel brano: è finalmente libera di esprimere le sue innate doti interpretative in una costruzione musicale melodica ad ampio respiro. Il nuovo testo in italiano, creato da Bardotti, è di una purezza disarmante, semplice ma non banale. Parole che oggi si riescono a scrivere raramente, un linguaggio incisivo che va dritto al cuore senza bisogno di complicati percorsi cerebrali. E così nasce quella che secondo me, insieme a Non andare via (“Ne me quitte pas”), è la più bella dichiarazione d’amore mai ascoltata nei repertori di musica leggera degli ultimi quarant’anni. “Non andare via” ha, curiosamente, una genesi molto simile a quella di Se perdo te: è stata costruita al pianoforte da Gérard Jouannest (collaboratore storico di Brel, nonché compagno di Juliette Gréco), rallentando, quasi per gioco, il ritmo di una marcia piuttosto allegra, ballabile, ascoltata precedentemente in occasione di un viaggio in Sudamerica… (strane coincidenze!).

 

“Se perdo te, cosa farò, io non so più restare sola…” è l’accorato appello di una giovane ragazza smarrita, non ancora preparata a vivere un abbandono (forse il primo); in “Non andare via”, invece, si racconta di un amore adulto, più consapevole, dove la protagonista è disposta a fare l’impossibile pur di non perdere la persona amata, manifestando addirittura la prospettiva di una sottomissione totale (“lascia che io sia come la tua ombra, l’ombra della tua mano, l’ombra del tuo cane, ma non andare via”). Un rapporto che sottintende una disperata maturità e una consapevolezza difficile da riscontrare nelle passioni e nelle pulsioni di un’adolescente. La fine di un amore vissuto in due diverse stagioni della vita.

 

In una tappa del tour Bye Bye Patty (1997) Patty Pravo, dopo aver interpretato “Se perdo te”, particolarmente emozionata per gli applausi ricevuti, disse che considerava questa canzone millenaria, aggiungendo: “Un po’ come me…”, facendo, divertita, gli scongiuri del caso… In effetti il brano, a prescindere dalle preferenze personali, è da annoverare tra i pezzi “immortali” incisi dall’artista nel corso della sua lunga carriera, meritandosi ampiamente tutte le attenzioni del caso, sia per quanto riguarda la discografia che le pubbliche esecuzioni. Infatti è l’unico brano che Patty Pravo ha proposto in ogni tour, dagli esordi ad oggi; inoltre, come altri suoi evergreen, ha goduto di più versioni nel corso dei decenni: esattamente sei. La prima è quella originale incisa su 45 giri (1967), la seconda (1970) è stata inserita nell’album Bravo Pravo (edizione francese); la terza (1984) Patty la incide insieme ad altri vecchi successi per la CGD (che però pubblicherà la raccolta solo nel 1987); la quarta è la versione inserita nell’album Pazza idea etc. etc. del 1990 e per finire ci sono le ultime due, riproposte dal vivo: nel 1997 quella tratta da Bye Bye Patty e nel 2001 quella inserita nel doppio CD Patty live 99, registrato al Teatro Regio di Parma. Un brano ormai consegnato alla storia della musica leggera italiana, insieme a “Pensiero stupendo”, “Pazza idea”, “La bambola”, “E dimmi che non vuoi morire” e molti altri… A quando il prossimo?

 

Rosario Bono 


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 http://www.vocidivine.altervista.org/pravo_seperdote.htm

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Pubblico in visibilio per Patty Pravo a Roma, la classe non invecchia – FOUR Magazine

http://www.fourzine.it/2016/04/11/pubblico-in-visibilio-per-patty-pravo-a-roma-la-classe-non-invecchia/

​Dori Ghezzi.⚫ Parliamo di Lei

​​​​Dori Ghezzi.- Parliamo di Lei

Parliamo di Dori Ghezzi

E lo facciamo con piacere e con leggerezza, senza correre il rischio di diventare pedanti. Perchè tanto, bene o male, le cose su di lei le sappiano un pò tutti. 

A partire dalla sua città (cittadina) natale: Lentate Sul Seveso, nel comune di Milano. A diciassette anni inizia l’attività come cantante. Un anno dopo già si esibisce in provincia con discreto successo. 

Ma è nel 1967 che grazie ad un concorso radiofonico si fa notare e la Durium le prospetta un contratto che naturalmente lei firmerà senza indugio. 

La mandano al Festival Delle Rose insieme a Memo Remigi e Santo & Johnny. 

Canta VIVERE PER VIVERE, dalla colonna sonora del film omonimo, scritta da Francis Lai con le parole in italiano di Franco Califano.

Il suo secondo disco è ISABELLE, dove Dori sfodera un’insospettata carica interpretativa. La canzone è accoppiata a MI DOMANDI CON GLI OCCHI, scritta da Claudio Mattone. 

Terzo singolo è PAGINA UNO, uno shake lento (che sicuramente piacerà al mio amico Andrea!), scritto da Alberto Testa e Bruno De Filippi. 

Retro, L’ULTIMISSIMA VOLTA.

Ma è il quarto disco (siamo già nel 1969) che fa “esplodere” Dori Ghezzi: CASATCHOCK.

Canzone che uscita nel febbraio di quell’anno, diventerà un hit primaverile che si protrarrà fino all’estate. 

Sarà perchè erano di moda i Fratelli Karamazov (lo sceneggiato tv con Corrado Pani ed Umberto Orsini), sarà perchè arrivava poco dopo un’altra ballata in stile russo (THOSE WHERE THE DAYS), sta di fatto che CASATCHOCK diventa un grande successo.

Su tutti i giornali Dori Ghezzi “insegna” a ballare il Casatchock indossando un mini vestito da cosacco ed un colbacco in testa. 

Le affibbiano amori con Mal, Massimo Ranieri e Rossano; caso strano, i trionfatori dell’estate ’69 (Tessuto a parte)

E proprio con Rossano, partecipa a Sanremo 1970 cantando OCCHI A MANDORLA.

Vengono buttati fuori e per Dori Ghezzi inizia un momento di stasi.

Le canzoni non le mancano ma chissà perchè non “sfonda” definitivamente.

Per colpa del suo repertorio che oscilla pericolosamente tra il serioso (POVERO RAGAZZO) e lo scanzonato (MA CHI E’ CHE COS’E’)? 

O perchè l’Italia, musicalmente parlando, è al suo top e trovare un buco per potersi infilare è difficilissimo? Propendo per quest’ultima ipotesi.

Anche se – con la canzone giusta – probabilmente ce l’avrebbe fatta. 

Ce la fa inaspettatamente in coppia con un altro cantante della Durium da anni “tra quei che son sospesi”: Wess. Che per me è fantastico. 

Lui funzionava egregiamente dal vivo ma a parte un paio di singoli, di dischi non riusciva a venderne molti. 

Ora, ne basterebbe mezzo di Wess, per risolvere a quei merdosi dei discografici un mucchio di problemi (che spero vivamente non risolvano mai)

Insieme lanciano VOGLIO STARE CON TE, la versione italiana di UNITED WE STAND dei Brotherhood Of Man, uscita due anni prima. 

E’ la fine del 1972: la coppia “caffellatte” entra in classifica.

Ma questo non impedisce ai due di avere una carriera parallela come solisti.

Ma se quella di Wess va a gonfie vele, quella di Dori fatica a decollare.

Nel 1973 incide un long playing di quasi tutte cover e il singolo che lo precede è NON CI CONTAVO PIU’ accoppiato a ADAMO ED EVA. 

La prima è la versione italiana di BEN di Michael Jackson. La seconda è ADAME ET EVE di Sheila.

Dori Ghezzi accantona le sue velleità solistiche e continua con Wess fino al 1977.

Poi nasce la figlia e smette di cantare. 

Dopo la parentesi del sequestro in Sardegna, la cantante ritorna alla canzone. 

E lo fa con MAMA DODORI, un album che dedica alla figlia. 

Nel 1983 ritenta Sanremo. Questa volta le va di lusso, piazzandosi al terzo posto ed ottendendo un grosso successo. 

Sempre nel 1983 partecipa ad una bella edizione del Festivalbar con VOLA VIA e nel 1984 partecipa a Premiatissima su Canale Cinque, la Canzonissima dei poveri. Ma meglio dei poveri che niente. 

E giustamente vince il duello con Fantastico sul primo canale Rai.

Nel 1986 lancia la versione italiana di LOVE YOU FOREVER del gruppo hard rock Giuffria: il titolo è NESSUNO MAI PIU’. Con questa canzone partecipa al Festivalbar.

Il 1987 la vede ancora a Sanremo con la bellissima E NON SI FINISCE MAI.

Nel 1989 è la volta de IL CUORE DELLE DONNE, canzone che non ho appositamente voluto mettere in lista, perchè se ne parlerà in un altra occasione, quando arriverà il turno dei suoi album.

Come bonus track, la canzone che ha presentato nel 1971 ad un festival slavo (BLUEBIRDS OVER THE MOUNTAINS) e due canzoni tratte da PREMIATISSIMA. 

L’ultima delle quali è una buona versione della canzone “simbolo” del marito (ma se non l’avesse cantata Mina forse oggi nessuno parlerebbe di F.D.A). 

O Mina, se per una volta ti fossi fatta gli affari tuoi, non andando a ripescare un flop del passato (allora) prossimo!

CD – RACCOLTA

LE MIE CANZONI



01 Vivere Per Vivere (Lai-Califano) (Festival Delle Rose 1967)

02 Isabelle (Testa-Aznavour) (1968)

03 Mi Domandi Con Gli Occhi (Mattone) (1968)

04 Pagina Uno (Testa-De Filippi) (1968)

05 L’Ultimissima Volta (Testa-Cassano) (1968)

06 Casatchock (Guardabassi-Ciotti-Rubaschkin) (1969)

07 Per Un Anno Che Se Ne Va (Lo Vecchio-Vecchioni-Canarini-Francesio) (1969)

08 Occhi A Mandorla (Pallavicini-Soffici) (Sanremo 1970)

09 Quello Là (Le Chemin De Papa) (Lauzi-Delanoe) (1970)

10 Povero Ragazzo (Lo Vecchio-Vecchioni) (1972)

11 Ma Chi E’ Che Cos’è (Ziglioli-Napolitano) (Un Disco Per L’Estate 1972)

12 Adamo Ed Eva (Adamo Et Eva) (Carrère-Petit-Albertelli-Riccardi) (1973)

13 Mamadodori(Minellono-Prudente)(1980)

14 Margherita Non Lo Sa (Avogadro-Prudente) (Sanremo 1983)

15 Vola Via (Avogadro-Prudente) (1986)

16 Nessuno Mai Più (Love You Forever)(Giuffrida-Eisley-Bubola) (1986)

17 E Non Si Finisce Mai(Cogliati-Cassano) (Sanremo 1987)

18 (bonus track) Bluebirds Over the Mountain (Hickey) (1971)

19 (bonus track) Fili (G.Calabrese-Albert) (1984)

20 (bonus track) La Canzone Di Marinella (De Andrè) (1984)

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http://cverdier.blogspot.it/2008/10/sicurissimo-che-questo-post-qualcuno.html

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Finiti, Perversi, Lontani o Diversi. Gli Amori, difficil da vivere e amati da chi ama fanno respirare, rivivere e a volte morire.

Amori Sconosciuti

Forse è solo la voglia di notti di passione o forse di solo amore ma all’immaginazione di sempre prende vita l’idea di un amore mai conosciuto ma che in una notte diventerà unico e quasi insostituibile senza pensare che al mattino quando gli chiederai il suo nome quell’amore non ci sarà già più ed avrà lasciato spazio ad un inconsapevole amarezza. 

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Violenza; o mia o di nessuno. I sentimenti questi sconosciuti. Personalità aggressive, violente ,prive di anima e sprezzanti verso il corpo:quell’anima da sfinire e quel corpo da distruggere

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Patty Pravo; Pensieri Confusi tra la Musica e le Pagine di una Carriera da Copertina

Patty Pravo; Pensieri Confusi tra la Musica e le Pagine di una Carriera da Copertina

(Raul Rizzardi RitZ’Ó) 
Agosto 2016

Tra le pagine, scritte ed ancora da scrivere, della sua carriera, Patty Pravo avanza leggera di fiore in fiore tra ricerca ed evoluzione , quasi a voler MORIRE TRA LE VIOLE portando a spasso LOU REED per I GIARDINI DI KENSINGTON con testi poetici e visionari, e lei, constatando di non essere stata MAI UNA SIGNORA, preferirà vagare COME UN PIERROT con in mano LA VALIGIA BLU.tra un INCONTRO e l’altro. Il vero AMORE ASSOLUTO di una RAGAZZA PASSIONE è POESIA e creatività pura, leggera ma invadente, tra SCONOSCIUTI CIELI che poi diventano i suoi e TERRE DI NESSUNO che dopo il suo passaggio diventano ambite da altri, più percorribili e prestigiose.
Nicoletta, QUASI MAGIA, regala emozioni coinvolgenti e distaccate come solo una vera diva può fare e PIGRAMENTE SIGNORA con stile e rara personalità continua , OCCULTA PERSUASIONE, a scrivere la storia di una donna autentica e complicata , vera o verosimile, una donna che Nicoletta plasmerà fino a farla diventare quella donna che piu le somiglia, quella Donna che da sempre si chiama PATTY PRAVO.  

 

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