LA STRAGE DELLE INNOCENTI – PRAVISSIMA Selezioni Bibliografiche


PRAVISSIMA Selezioni Bibliografiche

tratto da

LA STRAGE DELLE INNOCENTI

Patty Pravo fa pagar cara alla discografia la sua immagine di Diva della Provocazione (Pravo=Provos, l’allusione era alla radice della scelta del “nome d’arte” di Nicoletta Strambelli). I suoi LP costano alla casa discografica 30 milioni e passa, in un’epoca in cui quelli degli altri ne costano 4-5. Patty esige che si registri solo nelle ore notturne (quando la sala di registrazione costa il doppio e scattano molti “superi” extra di straordinari dei tecnici e del personale). Si narra che durante alcune sedute di registrazione Patty interrompa per due ore ricevendo in sala di registrazione il suo maestro di yoga per i relativi esercizi. Un comportamento insomma da bizzosa popstar, che scivola spesso nel burinismo quando coinvolge oltre alla casa discografica anche i musicisti, i tecnici, insomma tutti quelli che le gravitano attorno non per “rendere omaggio” ma per lavoro. Ma è anche vero che tra tutti i personaggi di Dive che abbiamo visto, Patty Pravo è stata quella che ha dovuto subire di più l’etichettamento, o meglio che ha dovuto prendere su di sé compiti molto grossi: essere oggetto di identificazione dei “giovani”, degli amanti delle “Signore della canzone”, dei “gay”, dei “beat” e dei “rockers”, o di semplici canzonettari in un’epoca per di più dove la canzone non faceva ancora “cultura” e veniva guardata un po’ dall’alto. Oggi si sociologizza, si tirano in ballo Marx e Freud, si scompongono con banale dandismo intellettuale da poveri professorini anche i Kobra della Rettore. Figuriamoci che sarebbe successo con la Patty Pravo, se i tempi fossero stati “semiologicamente maturi”. Ma forse il suo personaggio di prima vera Diva-anti-diva, è stato messo un po’ ai margini dell’attenzione critica, proprio perché imbarazzante. Come imbarazzanti furono le foto vigliacche che il signor Paolo Mosca fece pubblicare sulla copertina di un Novella 2000: si vedeva una Patty Pravo smagrita, tesa, apparentemente invecchiata, e la didascalia, tutta maiuscola, recitava: “COME SI E’ RIDOTTA”. Ma la cosa non pare aver granché nuociuto a Patty Pravo, ha solo mostrato il volto del “giornalismo avvoltoio” per famiglie benpensanti. Patty la vediamo rispuntare ogni tanto nei punti più diversi: se è emaciata su Novella 2000, è ancora bambolina su Sorrisi e Canzoni e subito dopo vampira-sexy su Playboy. Le sue canzoni si sentono meno, non è più nemmeno chiaro dove abiti (se a Roma o in America come dicono alcuni), se se ne stia a farsi i fatti suoi o mediti nuove vendette, se incide per Tizio (RCA) o per Caio (Ricordi) o solo per sé. Il periodo vede emergere nuove presenze di anti-dive che non fanno un mito neanche dell’antidivismo, fanno l’occhietto alle clownerie (come la Rettore) o frequentano le palestre per imparare a tirar cazzotti (come la Nannini). Pare di rigore anche un certo cialtronismo, che Patty anche nei suoi momenti più sgraziatamente punk ha sempre “tenuto a distanza”. Questo è quanto, però è già qualcosa poter dire che anche la canzonetta rock ha avuto la sua Marlene Dietrich.

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LA STRAGE DELLE INNOCENTI – GIANFRANCO MANFREDI – LATO SIDE EDITORI (1982)

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