Patty Pravo ⚫ Selezioni Bibliografiche  ⚫ BLA, BLA, BLA… 

Patty Pravo – Selezioni Bibliografiche 

Testo tratto daBLA, BLA, BLA… 


Nel 1990 annunciarono il mio nome tra i partecipanti al Festival di Sanremo. Vengono da me gli organizzatori e mi fanno ascoltare una canzone di Danilo Amerio dal titolo Donna con te. “Vorremmo che la cantassi tu” mi dicono. Io la ascolto e non nascondo qualche perplessità. Non mi convince. Ma loro insistono. “Guarda, ci teniamo tantissimo e poi, se non ti piace qualcosa, puoi cambiarla”. Alla fine, accetto. “Va bene, però mi assicurate che posso cambiare anche il testo”. “Quello che vuoi”. Chiamo un mio amico attore e cantante, sardo di origine, ma romano di adozione, Marcello Murru, e gli chiedo di cambiare le parole, di raccontare una storia completamente diversa e, soprattutto, di togliere due versi orribili che dicevano: “Le tue mani su di me / stanno già forzando la mia serratura”, che avevano un significato ben preciso nel contesto della frase. Lui scrive un testo bellissimo: racconta l’incontro fugace tra due ragazzi, che si conclude, come nella poesia di Garcia Lorca, alle cinque della sera. Cambiamo anche il titolo: non più Donna con te, ma Fandango. Sento gli organizzatori: “Tutto a posto, vero? Perché io sto lavorando alla canzone e sto cambiando tutto”. “Tranquilla, Patty. Fai quello che vuoi”. Prepariamo il 45 giri. Luciano Tallarini riprende una foto mia, un bel primo piano, dal servizio che avevo fatto per Oltre l’Eden… e stampa addirittura la copertina. A pochi giorni dal Festival, mi chiamano gli organizzatori: “Patty, c’è un problema”. “Che problema?” dico io- “La canzone non si può cambiare”. “Benissimo, allora non vado a Sanremo”. Il 20 febbraio convoco una conferenza stampa per annunciare il mio ritiro. E dico agli organizzatori: “Ragazzi, io mantengo sempre la parola data, ma voi dovevate mantenere la vostra. Avevo detto che avrei partecipato al Festival con Donna con te e lo ribadisco, ma voi mi avevate assicurato che si poteva cambiare il testo di questa canzonaccia. Ora mi dite che non si può fare e allora fatela cantare a qualcun altro, perché io, questa roba qui, non la canto nemmeno morta”. La dettero ad Anna Oxa che, in ventiquattr’ore, cambiò tutto come pareva a lei, parole comprese. Le permisero di fare ciò che a me era stato negato. La Oxa, in quell’occasione, fu bravissima. Riuscì a imparare il testo a memoria in poche ore, e cantò bene e in un modo che si capivano addirittura le parole…

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BLA, BLA, BLA… – PATTY PRAVO con Massimo CottoMONDADORI (2007)

 

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