Archivi giornalieri: 6 settembre 2016

PATTY PRAVO ▪ BIOGRAFIA  ▪ Il Conservatorio

PATTY PRAVO

BIOGRAFIA  

Il Conservatorio

Nicoletta frequenta le scuole pubbliche rifiutando il collegio in maniera originale: non si lagna e non piange, semplicemente fugge. Per tre volte! Alla scuola pubblica è più felice; canta la ‘Marsigliese’ con la maestra nobildonna Mazzin Crovato; ride della professoressa di italiano meteoropatica al contrario: triste e depressa col sole, felice con la pioggia; gioca, soprattutto con i maschi in particolare a pallone, nel ruolo di portiere, con la paura di slogarsi i polsi o farsi male alle mani e non poter più suonare o in difesa; oppure fa l’arbitro nelle gare di chi fa la pipì più lontano, creando un rapporto di uguaglianza, lasciando le femmine in un angolo a parlare dei loro noiosissimi innamoramenti. Studia danza con Madame Turrito della Fenice di Venezia, disciplina che ancora oggi porta avanti, nel privato, con alcuni esercizi di allora, tornati utili per la concentrazione e la respirazione. E’ il maestro Ugo Amendola, nome arcinoto della musica classica, a darle lezioni di teoria e solfeggio, dopo la scuola. Nicoletta viene poi iscritta al conservatorio all’età di dieci anni, ma già con l’etichetta di ‘bambina prodigio’ in quanto supera brillantemente un esame ed entra direttamente al quarto anno. Fra i più prestigiosi insegnanti che la seguono al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, un nome dalle riconosciute competenze, Ettore Gracis, la farà appassionare alla direzione d’orchestra. Anche di lui Patty Pravo ha un buon ricordo: ‘Un uomo grande dal punto di vista umano ed artistico’. Lui, il primo a dire, al collega Bagnoli, dopo una tosta arrabbiatura di Nicoletta (sfociata nel lancio del leggìo ad un oboista che sbagliava le note apposta): ‘Abbiamo una grande! Una grande! Questa Strambelli ha un gran carattere ed è un talento incredibile!’. Dopo tutte queste attività ci sono i compiti a casa che spesso Nicoletta si trova a svolgere nella casa museo di Peggy Guggenheim che, come tutti sanno, ha avuto un ruolo determinante nella storia dell’arte del Novecento, poiché nonostante la tirchieria della stessa (in casa aveva, per gli ospiti, un telefono a gettoni), non si può dimenticare che la sua dichiarazione più nota e ripetuta è stata: ‘E’ mio dovere proteggere l’arte del mio tempo. Una vocazione’. Ed esiste anche il tempo libero nella vita di Nicoletta, certo trascorso sempre in maniera un po’ originale e che ha anch’esso inciso sul definirsi della sua personalità.

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​PATTY PRAVO ▪ BIOGRAFIA  ▪ Il Piper

​PATTY PRAVO 

BIOGRAFIA  

Il Piper

La morte del nonno la tocca profondamente e all’ottavo anno di Conservatorio decide di lasciare Venezia e di andare in Inghilterra per imparare l’inglese. Per le strade di Londra, a Piccadilly, sente parlare di un locale romano che fa tendenza, tra decidere di andarlo a vedere e ritrovarsi a ballare al Piper, il passo è breve, e vestita di un abito di Emilio Pucci fregato alla mamma, raggiunge Roma con una pseudo – macchina improvvisata, prestata da alcuni amici. Immediato è l’interesse che suscita nell’allora proprietario del locale Alberigo Crocetta.

Un amico di Padova di Nicoletta permette a Crocetta di avvicinarla. Crocetta le chiede subito: “Ma lei sa anche cantare bene, così come balla?” “Certo” è l’immediata risposta della Strambelli! Quella sera al Piper c’erano Gianni Boncompagni, Renzo Arbore e Luigi Tenco, e lei non ebbe scampo, fu invitata a cantare e dopo due mesi era Patty Pravo “la ragazza del Piper”. Volete sapere perché scelse questo nome? Al Conservatorio la Strambelli studiava Dantismo con il professor Chiarini e l’unica parte che amava era l’Inferno. Da qui Pravo (anime prave). Quanto a Patty era un nome molto ricorrente in quel periodo … e soprattutto suonava bene con Pravo.

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​Juliette Greco ▪ Rassegna Stampa ▪ Selezione Articoli 

Rassegna Stampa ▪ Selezione Articoli 

​Juliette Greco

 Paris Match – Juliette Greco recupero sospende giro 

articolo tradotto dal francese

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MAIL PICCARD (18/02/2016) – La prima serata del Groove Winter Festival (16/21 febbraio) ha mantenuto tutte le sue promesse, nella notte di Martedì. In un teatro pieno (circa 600 persone), Juliette Greco ha condotto una directory a morire: dal Vecchio a non lasciarmi , attraverso i giavanesi e il passare del tempo , non ha mai perso una perla nella collana della regina . Regina Stamp – Ah questa voce unica e incontaminata! – La regina del gioco, con le mani che delineano la regina corpo, il cuore, infine, per tutti coloro che tremavano alle canaglia Undress me e sciolto l’interpretazione molto incarnato che posso , di Jacques Brel . Juliette Greco incatenato 18 canzoni senza raccontare la sua vita tra canzoni, accompagnati dal pianista Gerard Jouannest suo marito nella vita, e il fisarmonicista Jean-Louis Matinier . Il pubblico ha salutato la sua posizione lanciando “Grazie, grazie,” consapevole di aver condiviso un singolo momento, come questa donna di 89 anni, lo status iconico nel pantheon degli artisti contemporanei.

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http://www.juliettegreco.fr

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 Grazie Tour 2016

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PATTY PRAVO ▪ BIOGRAFIA  ▪ Gli Stati Uniti 

PATTY PRAVO ▪ BIOGRAFIA  ▪ Gli Stati Uniti 

Negli anni Ottanta, dopo i trionfi di brani come “Pazza idea” e “Pensiero stupendo”, e di rock molto avanzato per il nostro Paese, la Strambelli si allontana dalla cultura musicale italiana “usa e getta” e da un linguaggio televisivo che non ama e aspettando un giro di boa si trasferisce negli States. Ritiene che sia meglio viaggiare, provare la libertà. Viaggiare anche dentro se stessa, senza fretta. Rischiando anche, perché è difficile sparire, tornare e ricominciare, invece ogni suo ritorno sulla scena diventa indelebile nel tempo: può provocare con apparizioni scioccanti, ammaliare con esibizioni di classe, in ogni caso trascina dietro di sé sempre più fans e anche la critica è dalla sua.

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Photo di Angelo Frontoni 



Photo di Angelo Frontoni 


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Raul Rizzardi RitZ’Ó 

PATTY PRAVO ▪ BIOGRAFIA  ▪ I Nonni e Ezra Pound

PATTY PRAVO 

BIOGRAFIA

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I Nonni e Ezra Pound

Ancora oggi l’Artista s’illumina ricordando che la nonna l’ha educata in modo meraviglioso; si commuove pensando al nonno che non si scomponeva mai, nemmeno per le sue bravate e che era fiero della ragazzina che era. La nonna lasciava il giusto spazio a bisogni e necessità della piccola, senza scordare il rigore. Teneva fortemente in considerazione il suo carattere e il suo spirito per fare sempre per lei la cosa migliore; nei giorni più difficili la aiutava a studiare le poesie (Nicoletta detestava studiarle a memoria), portandola a passeggiare da Piazzale Roma fino quasi a Marghera sul Ponte, manco a farlo apposta, della Libertà. Le concedeva ‘le manche’ (‘bruciare’, ‘fare sega’, assentarsi da scuola) a patto d’essere informata, consapevole del fatto che è meglio farsi una passeggiata se già ti svegli al mattino senza alcuna voglia di studiare. Perché non studierai, finirai per scaldare la sedia. Ed è in una di queste ‘manche’ che Nicoletta incontra per la prima volta Ezra Pound, poeta e scrittore candidato al Premio Nobel per la Letteratura, ritiratosi a Venezia e barricatosi nel silenzio per via di una intelligenza che mal sopportava una società dominata dal denaro e la vita contrastata che i letterati dovevano vivere: ‘Non ho scelto io il silenzio; è il silenzio che mi ha invaso’. Eppure il poeta a questa bimba sconosciuta sorrideva… E le comprava il gelato che diventò quasi un’abitudine. Incontri forse surreali di cui Nicoletta ricorda che tutti chiedevano: ‘Ma parla?’ E lei: ‘No, però comunica’. Non manca un dolore grande nella giovinezza dell’Artista: la morte del nonno. L’accaduto la colpisce profondamente, forse sente che deve cominciare a volare da sola e lascia con decisione Venezia per andare a studiare l’inglese in Inghilterra. La nonna, seppur dispiaciuta, l’asseconda.

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