Archivi giornalieri: 18 settembre 2016

Patty Pravo si racconta. – Democrazia non è Libertà – INTERVISTA 

​Democrazia non è libertà. 

Patty Pravo si racconta.



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Matteo Zanni

Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, a 63 anni lascia intendere che il palco le terrà compagnia ancora a lungo e si presenta all’inizio del club tour in forma splendida e con voce dirompente.

Il nuovo album “Nella terra dei pinguini”, che contiene il brano presentato a Sanremo “Il vento e le rose” anche in versione duetto con Morgan, è un capolavoro di freschezza ed immaginazione, quella che rimane “del bambino che c’è in noi”, nato dal contributo di giovani autori perchè “i giovani vanno aiutati e devono essere liberi”. La vita è qui, Unisono, Cielo, Schiaffi di carezze, Fuoco calamita sono alcuni dei brani dell’album, particolarmente intimi all’orecchio, con accattivanti arrangiamenti, testi semplici e d’effetto e una forte anima rock.

La copertina del nuovo album di Patty Pravo, intitolato “Nella terra dei pinguini”.

Riusciamo ad incrociarla al suo ritorno da Lampedusa, oberata da mille impegni, tra concerti e viaggi all’estero e, divertita, ci dice che il palco vorrebbe fosse casa sua e a chi gli chiede cosa ci si deve aspettare da questo tour lei promette: “Sangue..”

Innanzitutto come è andata a Lampedusa?

Lampedusa è un’isola bellissima, il mare è splendido e le persone che ci abitano sono meravigliose.

Probabilmente le forzature di condivisione con gli immigrati hanno reso chi abita a Lampedusa persone forti e sensibili, ospitali, gentili e professionali.

Quanto a ‘O scià’, onore a Baglioni che da otto anni porta la musica, il sorriso, il divertimento, e pone l’attenzione su un problema grande che dovrebbe essere risolto dalle nostre Istituzioni, anche dall’Unione Europea. Siamo o non siamo nella Comunità Europea?

Che giudizio ti senti di dare sul panorama culturale\musicale di oggi in Italia e all’estero? Non pensi che molti giovani oggi si facciano un po’ troppo rapire l’identità per ragioni commerciali o per una più facile popolarità?

Penso che la musica rifletta la società, viviamo in un momento che

definire strano è un eufeumismo, e l’arte in genere esprime anche il sentore dell’umanità. La società in questo momento è “liquida” scorre via e si porta via tutto in un secondo, compri una cosa e dopo 5′ è già vecchia, superata da un nuovo modello, esce un disco e contemporaneamente ne escono un altro migliaio … Una volta la musica combatteva con la pirateria, adesso combatte con le case discografiche che non hanno più voglia di investire, perché a loro volta sono uccise dal sistema, che con l’Arte non rende più.

Però ci sono anche i vantaggi, la Musica fruisce on line, in Radio, 24 ore su 24, l’evoluzione tecnologica come tutte le nuove cose ha vantaggi e svantaggi.

L’Italia come molte altre Nazioni, deve combattere per tutto, per restare nell’Euro, per non fallire, e ogni categoria per “sopravvivere”. Gli studenti combattono per la scuola, gli imprenditori per le tasse, i dipendenti etc, i giovani per il lavoro,e la lista è interminabile. Bisogna combattere anche per fare buona musica.

Oggi l’idea di libertà attraversa un dibattito confuso e si ha spesso l’impressione che la parola libertà sia diventata esclusivamente sinonimo di vizio e non responsabilità. Cosa vorresti dire ai giovani riguardo la libertà?

Intanto diciamo che non si è liberi, chi pensa che democrazia significhi libertà, sbaglia.

Siamo pieni di paletti e di bavagli. Questo non si può dire, questo non si può fare … Ecco perché ho chiamato il mio ultimo disco “Nella Terra dei Pinguini” per cercare un mondo immaginario dove essere liberi di pensare, dove poter vivere senza essere invasi, dove in ognuno di noi possa vivere la parte di bambino che invece sulla Terra cercano di strapparci.

Per i giovani la libertà deve essere basilare, come crescere? Come farsi un futuro se non si è liberi di esprimersi? Si dice: “..la mia libertà finisce dove comincia la tua”, è sacrosanto che ci sia rispetto tra le persone, dato che tutti viviamo sulla Terra, ma non lasciamoci stritolare così…

Tu che hai sempre vissuto in nome della libertà, innanzitutto intellettuale e artistica,sei mai scesa a compromessi importanti?

Non credo esista tra l’umanità globale nessuno che possa affermare di non aver dovuto mai fare un compromesso, anche senza saperlo!

Vorrei parlare del tuo ultimo lavoro. Un album fresco, emozionante che sembra quasi uno stimolo al sogno e all’immaginazione, nato dal contributo di giovani autori. Cosa ti ha ispirato durante la lavorazione di questo tuo ultimo progetto?

Come hai scelto i brani e gli autori?

Ti ringrazio per aver definito in sintesi cosa rappresenta questo album.

Mi ha ispirato come ti dicevo la voglia di libertà, il bisogno di sorriso, di positività. I brani ,a mio avviso, hanno tutti un qualcosa in tal senso…

Gli autori come sempre li ho scelti tra i giovani, perché dobbiamo dare loro delle possibilità, stimolarli a crescere e non sbattergli la porta in faccia. E con loro autori di razza, come Giuliano Sangiorgi che mi ha conquistato con due brani ,”Unisono” e “Cielo” che sarà il prossimo singolo; Diego Calvetti con il brano “Il vento e le rose” che la gente canta per strada e Luca Rustici che mi ha scritto “La vita è qui” il mio brano preferito.

Citando una frase di uno dei tuoi brani dell’ultimo tuo CD, “è l’amore che viene e che va ma è la bellezza che ci salverà”. Sotto quali forme si trova per te la bellezza?

Sulla bellezza che respiriamo, viviamo e che ci nutre mi sono ampiamente espressa nel mio libro biografia “Bla, bla, bla” che tra l’altro è allegato al disco “Nella Terra dei Pinguini” come E-book. La bellezza ci salverà in quanto purezza d’immagine, dell’animo…ma dai leggiti il libro!

Per quale motivo si tende a pensare che gli anni ’60 abbiano rappresentato un momento storico favorevole a livello culturale? Quali le differenze con oggi?

Perché gli anni ’60 sono stati questo! Hanno cambiato il mondo che

era reduce da due grandi guerre, e la possibilità e la voglia di creare erano esponenziali. Non c’era niente, tutto era da inventare e quindi i creativi anche culturalmente potevano esprimersi, dire la loro.

Quali progetti hai per il futuro? La prossima stagione?

La Musica per me non è un progetto, è una forma d’arte che sviluppo in base a cosa sento e provo in un periodo. Adesso ho voglia di palco, di empatia con il pubblico, di sentire il palco casa mia, non ho voglia di niente che sia finto, costruito, dettato dalle regole. Sul Palco sono io, i musicisti e il pubblico, “all’Unisono”, e per due ore non c’è nient’altro.

Ecco perché sto facendo Live ininterrottamente dal 2003.

Sanremo può essere ancora una possibilità?

Perchè,faranno nuovamente il Festival di Sanremo?

Hai qualche idea/progetto che vorresti realizzare e che per qualche ragione ancora non sei riuscita a lavorarci sopra? Parlavi di Nina Simone che purtroppo non c’è più…

Nina Simone e Eartha Kitt… c’era la volontà di un trio da rendere quasi immortale … Carpe Diem si dice, non ho colto l’attimo. Mi chiedono di farlo virtuale, devo pensarci!

Jacques Brel e Leo Ferrè invece mi sembra che ti facciano sempre compagnia sul palco.Ho visto il tuo concerto a Milano. Non andare via e Coltempo sono stati un trionfo..

Jacques Brel e Leo Ferré mi fanno sempre compagnia sul palco. Quando canto le loro canzoni, si impossessano di me, soprattutto Leo. Per questo ogni interpretazione non è mai perfettamente uguale alla precedente, siamo in due quando canto! Posso dare un suggerimento? Ascoltatevi “La solitude” di Ferré … poi fatemi sapere!

E’ il palco che ti tiene sempre così bella e in forma? Cosa fai per mantenerti in forma? La tua è una bellezza che non passa inosservata e nell’ultimo tour hai dimostrato di avere ancora un’energia da ragazzi!

La mia bellezza? Genetica, mia madre ha 84 anni e ne dimostra poco più di 60. Ringrazio lei! Poi faccio danza dall’età di 4 anni, cerco di vivere bene…

E l’amore? C’è qualcuno nella tua vita? Quest’estate hai di detto di essere piacevolmente sorpresa per un nuovo incontro..

L’Amore, come dicevamo per la Musica, non vive un momento splendido!

Sembra che ci sia paura di innamorarsi, di vivere i rapporti serenamente, però è l’unico sentimento che resisterà. Tutto ruota intorno all’amore. Per quanto mi riguarda, se arriva un incontro particolare è il benvenuto!

(“non ritardare copriti con il freddo che fa”) Foto di Matteo Zanni

Nella tua vita hai avuto grandi e memorabili incontri. Vorrei parlare di un incontro in particolare, l’incontro con tua mamma persa di vista per tanti anni (e tanti motivi) e poi ritrovata quando avevi 50 anni. Com’è stato? 

Un bellissimo incontro, una splendida sorpresa, solo parlarne mi riempie il cuore… perché ho incontrato una “grande donna”.

Tua madre è una rock come te?

E’ rockettara vera! Andava in moto fino a 3 anni fa, a 81 anni !

Un esempio di bellezza femminile e un esempio di bellezza maschile.

Ce ne sono tante e tanti … Direi Brigitte Bardot, insuperabile bellezza e Sean Connery nella sua maturità.

Tre nomi della musica che ti hanno segnata e ti piacciono particolarmente: di oggi o del passato.

Nina Simone, Ertha Kitt, ma anche Led Zeppelin, Aerosmith, Pink Floyd… e tanti altri!

Grazie Nicoletta per averci concesso del tempo per questa piacevole intervista.

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Matteo Zanni

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Shotsdi Michel Comte ▪ Anteprime Bibliografiche 

Shotsdi Michel Comte ▪ Anteprime Bibliografiche 

Shots

di Michel Comte ottobre 1995
Edito da Giorgio Mondadori & Associati Editori s.p.a Milano

Copyright Pomellato

Fuori produzione

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Il libro è nato per sostenere un progetto umanitario: la ricostruzione a Kabul di un centro ortopedico di riabilitazione per i feriti di guerra. Con l’asta benefica a Parigi e la mostra fotografica alla collezione Guggenheim, esso conclude un’operazione segnata da una straordinaria adesione di grandi artisti internazionali, fra cui Patty Pravo. E’ un libro che vuole tracciare una linea immaginaria tra lo scintillante mondo dell’Occidente e la cruda realtà di un paese dimenticato nella guerra.

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Artisti ritratti: Geraldine Chapline, Veruschka, Donovan Leitch, Dominique Comte, Tatyana Patitz, Tippi Hedren, Debbi Mazar, Claudia Cardinale, Valeria Golino, Oribe, Isabella Ferrari, Catherine Deneuve, Hanna Schygulla, Isabella Rossellini, Kelly Lynch, Stefano Gabbana,Charlotte Rampling, Boy George, Romeo Gigli, Francesca Nera, Benedetta Barzini, Alessandra Ferri, Dayle Haddon, Antonio Banderas, Elle Machperson, Carlol Alt, Salma Hayeck, Fatima Andrade, Isabelle Pasco, Natasha Wagner, Fred Ward, Stefano Dionisi, Carla Bruni, Ornella Vanoni, Monica Bellucci, Rossy De Palma, Milva, Azzedine Alaia, Edwige, Arielle Dombasle, Antonia Dell’Atte, Marisa Berenson, Karen Mulder, Anna Galiena, Maria Grazia Cucinotta, Sofia Loren.

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Patty Pravo per Pomellato

​Come un Angelo da Collezione ▪ Anteprime Bibliografiche 

​Come un Angelo da Collezione

di Artisti vari

curato da Riccardo Benelli e Emanuele Bardazzi

sotto il patrocinio dei comuni di Lastra e Signa(Fi)

Edito da Tarab Edizioni Firenze 2000

Fuori Produzione
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Villa Caruso Bellosguardo, centro di eventi culturali di rilevanza mondiale, ospita la mostra dedicata a Patty Pravo che dà anche il titolo al catalogo fotografico. La mostra raggruppa opere di vari artisti che per l’occasione (e non solo) si sono ispirati al personaggio Patty Pravo per la realizzazione delle stesse. Patty Pravo, un’artista versatile ed interessante, personaggio vivace, sfuggente all’incasellamento in questa o quella categoria. Tale soggetto ha stimolato in modo positivo la fantasia, l’estro e l’interpretazione di artisti eterogenei, tra i quali vari di primissimo piano nel panorama dell’espressione artistica contemporanea. (Carla Guidacci Bonanni e Cristiano Rigoli Assessori alla Cultura).
Gli Artisti :
Karin Andersen, Dario Arcidiacono, Alessandro Bazan, Luana Beconi, Enrico Bertelli, Carlo Bertocci, Agnes Bobin, Marco Boni, Kyle Bradfield, Adriano Buldrini, Gianni Cacciarini, Silvano Campeggi, Stefano Campitelli, Marco Campostrini, Paolo Cassarà, Alberto Castelli, Chiara Cecconi, Giordano Curreri, Francesco Di Lernia, Michele Dieli, Luigi Doni, Mario Fallani, Mauro Falzoni, Hermann Fitzi, Daniela Forti, Gloria Forti, Angelo Generali, Daniele Govi, Andrea Guelfi Savona,  Federico Guida, Francesco Impellizzeri, Federico Lombardo, Ivano Malavasi, Francesco Mariani, Andrea Martinelli, Graziano Martini, Rodolfo Meli, Bartolomeo Migliore, Gian Marco Montesano, Valentino Moradei  Gabbrielli, Fabrizio Passarella, Giuliano Pini, Rossana Reginato, Luciano Ricci, Gualtiero Risito, Silvana Russo, Paolo Schmidlin, Antonio Sorrentino, Giovanni Spinicchia, Giovanni Tesauro, Cataldo Valente, Nicola Verlato, Dany Vescovi, Armando Villani, Sandra Virlinzi.
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Raul Rizzardi RitZ’Ó 

​BLA, BLA, BLA… PATTY PRAVO Autobiografia ▪ Anteprime Bibliografiche 

​BLA, BLA, BLA… PATTY PRAVO Autobiografia 

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BLA, BLA, BLA…

PATTY PRAVO con Massimo Cotto
Edito Arnoldo Mondadori Editore s.p.a Milano, 2007

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Tutti noi abbiamo la stessa luce dentro, solo che ognuno la coltiva e la sviluppa in modi o direzioni diversi o, nella peggiore delle ipotesi, non la sviluppa né coltiva affatto. A volte penso che ognuno di noi possa essere artista, se mette amore, curiosità, interesse, sensibilità e molta partecipazione in ciò che fa. Però è anche vero che alcuni di noi nascono più artisti di altri, con la capacità di sentire quello che gli altri percepiscono appena o per nulla. E questo è sì un dono, ma è anche una dannazione, un fardello che ti porti addosso. Perché ogni dono ha un suo prezzo da pagare. Non è comodo avere una sensibilità esasperata perché fino a quando la tramuti in arte va bene, ma poi c’è la vita di tutti i giorni…I miei punti fermi? I miei punti fermi sono io.

 Photo Claudio Porcarelli


Patty Pravo è l’ultima Diva della musica italiana. Sempre al di sopra del tempo e delle mode, la Pravo racconta per la prima volta episodi e aneddoti di una carriera lunga ed irripetibile, scandita da incontri eccellenti, canzoni superbe e capaci di segnare più epoche , sogni, ribellioni e provocazioni, sempre in bilico tra genialità e libertà.

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Copertina Libro


http://www.pattypravoweb.com/

Eccomi, Patty Pravo. La minaccia bionda è tornata!

Eccomi, Patty Pravo. La minaccia bionda è tornata!

eccomi patty pravoEccomi: con questa esclamazione Patty Pravo presenta al pubblico il suo ventiseiesimo 

album in studio.

Eccomi è stato pubblicato in concomitanza con la partecipazione al Festival di Sanremo con Cieli immensi, brano che ha riservato all’artista non poche soddisfazioni. Il disco, pubblicato per la Warner, è frutto di un lungo lavoro di selezione dei brani -si dice che siano stati ascoltati più di settecento provini prima di arrivare alla tracklist definitiva.
Eccomi si distingue sin dal primo ascolto per l’omogeneità qualitativa che rende il racconto musicale piacevole nella sua linearità melodica e tematica.

Pur non essendo un concept album, infatti, Eccomi ha un tema ricorrente: l’attimo che segna la fine di un rapporto e che costringono due amanti a separarsi. Sulle riconosciute doti interpretative di Patty Pravo c’è poco da discutere: in questo album, infatti, la vera differenza tra i brani viene segnata dagli autori e dalla loro capacità di scrittura.
 Nel disco sono presenti dodici nuove canzoni e una reinterpretazione di una hit storica della Strambelli, Tutt’al più.eccomi patty pravo

Possiamo dividere gli inediti in tre gironi: le promesse mantenute, i buchi nell’acqua e i “picchi”, che hanno reso questo disco un autentico gioiellino della discografia recente di Patty Pravo. Per difenderti da me fa parte della prima categoria: per quanto sia difficile ascoltare una canzone scritta da Tiziano Ferro senza immaginare come l’avrebbe cantata lui, l’autore di Ed ero contentissimo è riuscito a regalare alla Strambelli un brano bello, potente e radiofonico.

È sicuramente per l’amore artistico che li lega ormai da tempo che Giuliano Sangiorgi ha donato la sua A parte te, brano che apre Eccomi e dichiara implicitamente gli “intenti programmatici” dello stesso: il testo è un monologo sofferto di un’amante che non riconosce nell’ormai ex compagno la persona che ha amato a lungo e che si trova costretta a lasciare.

«Non ricordo più chi è ad essere speciale
Se ti guardo è come se non c’è niente più da amare
Sto scappando via da te, io non posso più restare
Non c’è niente a parte te, di speciale».

A parte te conferma un dato di fatto: Sangiorgi riesce a far emergere, con le sue canzoni, una Patty Pravo intensa e convincente: è stato così anche per le precedenti prove –Cielo e Unisono– contenute nel penultimo disco della cantante – Nella terra dei pinguini (2011), un altro bel disco passato quasi inosservato a causa della scarsa promozione e di una distribuzione problematica.
Cieli immensi, il brano con cui –come già scritto- l’artista ha partecipato al Festival di Sanremo di quest’anno, è una canzone dal ritornello forte e facilmente ricordabile che è stato scelto dall’artista proprio per la sua linearità. La scelta ha ripagato pienamente Nicoletta che mai, dalla sua prima partecipazione, aveva ottenuto un piazzamento così alto nella classifica finale del Festival: si è piazzata sesta nella classifica finale – ottenendo uno stupefacente terzo posto nella graduatoria basata sul televoto.eccomi patty pravo

«Non ho mai freddo
Nell’urgenza di creare
Non trovi che spogliarsi sia la cosa più geniale
dopo il disordine?»

È Sergio Ballarino, in arte Zibba (Premio della Sala Stampa e Premio della Critica Mia Martini dell’edizione 2014 del Festival di Sanremo) a scrivere questi versi di Qualche cosa di diverso, altro brano che colpisce per la sua semplicità musicale che si contrappone a una scrittura articolata ma non per questo difficile da mandare giù. Una canzone per niente banale.
Parlando di banalità, è tra i “buchi nell’acqua” che possiamo invece annoverare l’attesa canzone scritta per la Pravo dalla rocker per eccellenza della musica italiana: Gianna Nannini. Possiedimi (da qualcuno imprudentemente accostata a Pensiero stupendo) è un brano noioso, un vorrei ma non posso della provocazione fatta canzone: «Possiedimi, tu che sapevi com’è facile amarsi».

Le vere rivelazioni di Eccomi sono, a sorpresa, i due featuring con rapper italiani. Tutt’al più, reinterpretazione del brano che nel 1970 aprì il celebre “periodo francese” della discografia di Patty Pravo, vede la sostituzione del parlato che apriva la versione originale con un rap che, per quanto non brilli per originalità, riesce a mantenere pressoché inalterato il pathos che caratterizza la canzone e per questo risultato –non semplice da ottenere- merita un plauso.
Non siamo eroi, inciso con Emis Killa (attualmente impegnato nel ruolo di coach del talent show di Rai Due “The Voice of Italy”) è un brano che punta tutto sull’accostamento tra la parte cantata dal rapper –Evitando le mani e gli sputi di chi non ha cura di noi (…) Ti racconterò una storia senza il bel finale, perché a stare con gli stronzi poi diventi uguale– e un ritornello solenne e ben scandito dalla Pravo che riporta alla mente le atmosfere di Notti, guai e libertà, il disco che nel 1998 sancì il ritorno discografico dell’ex minaccia bionda con un LP di inediti a un anno dall’indimenticata e indimenticabile E dimmi che non vuoi morire.

«Non c’è mai ritorno per certi eroi
figurati per gente come noi
Per quanto forti siamo non basta mai
un re e una regina tra gli dei…»

A cinquant’anni dal debutto, Patty Pravo torna a fare colpo senza autocelebrarsi troppo: è un ritorno che, nel bel mezzo della carriera fatta di sorprese, débâcle, ritorni temporanei e successi definitivi e immortali, colpisce per la sua semplicità. Eccomi fa parte di un nuovo periodo per la diva di Ragazzo Triste, il periodo della tranquillità: è un disco da ascoltare con cura e che –nonostante qualche piccola falla- si fa volere bene.

– See more at: http://www.artslife.com/2016/03/26/eccomi-patty-pravo-la-minaccia-bionda-e-tornata/#sthash.D3X3WaLu.dpuf

PATTY PRAVO ▪ ECCOMI ▪ Recensione Album Songs 

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PATTY PRAVO ▪ ECCOMI ▪ Recensione Album Songs 

Non ero una di quelle ragazze che al Liceo conservavano i vinili della Pattyaccanto a quelli dei Pink Floyd originali della zia. La mia rivoluzione partiva da un’altra parte e si chiamava Bennato Guccini Bertoli con vene poetiche firmate De Gregori. Ma ho sempre stimato ai massimi livelli la libertà, il femminismo inconsapevole di Patty Pravo che, con una canzone d’amore, poteva fare la differenza. Mentre tutti cincischiavano con la retorica dei sentimenti lei parlava di pazze idee, amore a tre negli anni 70. 

E ancora oggi sembra essere la più provocatoria di tutti, la più lucida con i suoi cieli immensi e uno stuolo d’autori disposto a darle le sue cose migliori. A partire da Giuliano Sangiorgi che le fa cantare un modernissimo “Amore mio cos’è che ci ha fatto poi annoiare? Non ricordo più chi è ad essere speciale se ti guardo è come se non c’è niente più d’amare sto scappando via da te io non posso più restare” in A parte te. Una dopo l’altra, queste canzoni ci fanno volare, aprire le braccia, abbandonare a una speranza di bellezza, grazie alla modernità del tocco, delle idee e dei suoni. Per prendere in prestito il titolo di una canzone bellissima, questo disco è davvero “Qualcosa di diverso” e davvero complimenti a Zibba per la ricercatezza di “Non ho mai freddo nell’urgenza di creare, non trovi che spogliarsi sia la cosa più geniale dopo il disordine”. Testi che raccontano una verità incredibile respirata dalla vita altrui, come questo passaggio di Tiziano Ferro in Per difenderti da me: “Che mi odio e mi ami, pensami stanotte, pensami comunque perché combatto ogni giorno contro la vita, amore pensaci e non difendermi”. 
Credibile quando interagisce con Emis Killa in Non siamo eroi (“restiamo abbracciati al momento del botto”) o con i synth e la scrittura di Samuel dei Subsonica in Se (“Il tempo aspetta nei difetti miei e nell’ipocrisia delle regole”). 
E soprattutto quando incede in un “Possiedimi” e non finire mai (di esistere) innescato da Gianna Nannini Pacifico. Il finale è “(Un uomo) più semplice” del previsto e ricco di speranza: “Il suo unico talento sarà amare proprio tanto anche quando non è necessario…”. 
Perché in fondo è l’amore l’unico talento per il quale valga la pena distinguersi e Patty, rivoluzionaria da sempre, non ci insegna a difenderci ma ad amare amandoci: “me ne andrò e mi rincorrerai per chiedermi perdono…”, Tutt’al più.

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