Archivi giornalieri: 24 ottobre 2016

PATTY PRAVO ▪ PHOTO SHOOT ’80 – “SCATTI pravi” con Paul Jeffery

PATTY PRAVO ▪ PHOTO SHOOT ’80 – “SCATTI pravi” con Paul Jeffery

PATTY PRAVO ▪  ’80 – “SCATTI pravi” con Paul Jeffery

PATTY PRAVO ▪ SERVIZIO FOTOGRAFICO REDAZIONALE – LO SQUALO TWO – Photo di Angelo Frontoni 

PATTY PRAVO  ▪ SERVIZIO FOTOGRAFICO REDAZIONALELO SQUALO TWO 

PHOTO DI Angelo Frontoni 


RECENSIONI ALBUM Songs – Selezione Articoli   ▪  PATTY PRAVO ……. NOTTI , GUAI e LIBERTÀ 


RECENSIONI
ALBUM Songs 

Selezione
Articoli 



PATTY
PRAVO 


….
 

NOTTI , GUAI e LIBERTÀ 

 

La signorina Strambelli rappresenta sicuramente un caso a sé nel multiforme panorama canoro italiano: dotata di un filo di voce dalla faticosa intonazione, Patty ha tuttavia sempre goduto di quel rispetto e quella riverenza che nessun’altra delle sue coetanee ha saputo conservare. Certamente merito, almeno in parte, dell’aspetto fisico (conturbante ancora oggi a cinquant’anni e passa) che già negli anni ’60 minò il cuore e gli ormoni dei ragazzi di allora. Ma, soprattutto, Patty ha saputo cavalcare con saggia discrezione le diverse decadi che l’hanno vista protagonista, non lesinando lunghissime sparizioni dalle scene quando il momento non era favorevole. Tornata prepotentemente alla ribalta italiana solo con il Festival di Sanremo dello scorso anno (e conseguente tour con concerti anche nel rinato Piper di Roma), Nicoletta confeziona adesso un album in grande stile, con dieci tracce per le quali hanno lavorato in fase di scrittura numi tutelari della canzone d’autore italiana (Fossati, Guccini, Battiato, Vecchioni), compositori collaudati (Lavezzi, Ruggeri) e nuove leve (Alex Baroni, Luca Madonia, Vincenzo Incenzo). Il risultato è sofisticato al punto giusto, con qualche arrangiamento degno degli anni che stiamo vivendo (si pensi alla dance mistica del brano d’apertura), con Patty che si districa con la consueta classe, zoppicando un po’ solo su Treno Di Panna, nell’improbabile imitazione di Loredana Berté, di cui non possiede la carica rabbiosa.

1998Rockstar (Mario Giammetti)

……..

Era l’ultima occasione, questa, per la cantante. L’ultima occasione (dopo gli ultimi album in studio spesso ondivaghi) per incidere un album importante, adeguato alla sua fama, alla sua bravura e anche alle aspettative suscitate dal successo dello scorso anno scatenato dalla partecipazione al Festival di Sanremo. E, proprio come un grande atleta, la Patty cinquantenne non si lascia scappare l’occasione e realizza un capolavoro di coerenza e seduzione con un album maturo, ricco, denso di aromi e di invenzioni. Un album che parte (come tutti gli album dovrebbero partire) dalla scelta delle canzoni. Qui Patty schiera una piccola nazionale di autori di qualità: Franco Battiato, Enrico Ruggeri, Ivano Fossati, Mario Lavezzi, Francesco Guccini, la coppia inedita Roberto Vecchioni e Loredana Bertè e naturalmente il produttore Mauro Paoluzzi che firma proprio le  canzoni più pop, leggere e fragranti (e in qualche modo più originali) dell’album. Perché se negli altri titoli Patty Pravo è perfetta, è comunque forte l’impronta degli autori in brani come Emma Bovary (Battiato), Strada per un’altra città (Ruggeri), Angelus (Fossati), Treno di panna (Vecchioni), Una casa nuova (Guccini). Ma i momenti migliori sono, a sorpresa, quelli meno d’autore. In Baby Blu e Sylvian la cantante trova il giusto rapporto tra quello che è oggi e “la ragazza del Piper”, icona che comunque le rimane incollata nonostante 30 anni ormai la separano da quei giorni. Arricchito da una bella traccia fantasma, l’album (il titolo deriva da una frase della canzone di Ruggeri) è una tessera perfetta di quel mosaico di emozioni che Patty Pravo insegue da sempre: un mosaico con qualche zona oscura ma con un tassello come questo che ripaga di ogni lunga attesa.

1998Musica & Dischi (or)

………

Patty Pravo si rimette in viaggio, e il tragitto non può attraversare che “notti, guai e libertà”: un trinomio che piacerebbe a Bruce Springsteen, e che tocca invece ad Enrico Ruggeri evocare, nel brano che al nuovo album fornisce, se non il momento più alto, uno dei paragrafi più emblematici. Ma è anche, questo di Patty, viaggio nella febbre dei sensi, al bivio tra la morte e “la voluttà finale della verità”: come in Emma Bovary, canzone-capolavoro di Battiato e Sgalambro. O tra carezze dimenticate e frammenti di passato da ritrovare “sul fango-selciato del mondo”: come in Angelus di Ivano Fossati, l’altro capolavoro di questo disco complesso e itinerante, che racconta la vita come fuga e inquietudine, fa suo l’allontanarsi attrattivo dell’orizzonte, evoca quotidianità e utopia fotografati nel loro rincorrersi. Questo è Notti, guai e libertà, romanzo fatto di dieci racconti, con al fondo la complicità che non può non legare una grandissima interprete a un manipolo di grandi e grandissimi autori: ognuno dei quali chiamato a regalare al ritratto di Patty una pennellata, una luce o un tratto.  Ma anche ad affidare alla voce di lei , quella voce di carne così restia all’enfasi e così intrisa di vita vissuta, la propria percezione del tragitto lungo che è l’esistenza: via via affollato o solitario, epico o assolutamente dimesso, affidato ai sandali della realtà e/o alle ali del sogno. Molti sono i traguardi del viaggio: verso nuove patrie in Les étrangers, spunto da Belafonte rielaborato da Paoluzzi e Dalla, o nel già citato brano di Ruggeri. Verso la disperata libertà dell’illusione in Per un sogno vincente, di Lavezzi e Avogadro. Nell’immutabilità del tempo in Sylvian, della stessa Patty. O verso l’inafferrabilità dell’amore in Treno di panna, grande pagina di Loredana Berté, Roberto Vecchioni e ancora Mauro Paoluzzi (che firma gli splendidi, densi ed icastici arrangiamenti). E infine ecco il Guccini un po’ sottotono di Una casa nuova, il livido bozzetto di Baby Blu e l’epigramma alquanto inutile di Sweet love, che Alex Baroni e Rosario Di Bella hanno tratto da un brano di Paul Buckanham, voce e autore dei Blue Nile.

 1998Il Giornale (C. G. Romana)

………

Per trovare un album di Patty Pravo che abbia la stessa intensità di quest’ultimo bisogna andare indietro nel tempo. Molto indietro. Ci fa piacere che una grande interprete torni prepotentemente al successo con un lavoro degno della sua bravura. Notti, guai e libertà è un disco d’autore e la Pravo da il meglio di sé interpretando brani  dei più importanti autori italiani. Encomiabile anche la scelta di non riciclare in alcun modo E dimmi che non vuoi morire, il brano che l’ha rilanciata e ha trainato il vendutissimo Bye Bye Patty precedente. Il disco si apre con Les étrangers, a cui è affidata la promozione, brano di Harry Belafonte con testo riveduto da Lucio Dalla. Strada per un’altra città, dal cui testo è tratto il titolo dell’album, è stata scritta da Enrico Ruggeri ed è sicuramente il brano migliore dell’intero lavoro. Battiato e Fossati hanno firmato, rispettivamente, Emma Bovary e Angelus, due momenti di grande musica con la Pravo superba interprete. Baby Blu è di Luca Madonia e Vincenzo Incenzo, quest’ultimo collaboratore di fiducia di Zarrillo e Zero; Sylvian porta anche la firma della stessa Strambelli. Mario Lavezzi ha confezionato Per un sogno vincente e Roberto Vecchioni, in collaborazione con Loredana Bertè, le ha regalato l’interessante Treno di panna. L’album si chiude con Una casa nuova, ancora una bella prova compositiva di Gaetano Curreri degli Stadio insieme a Francesco Guccini, e Sweet Love composta, oltre che da Buckanham, da Alex Baroni e Rosario Di Bella. Ottimi gli arrangiamenti e i musicisti che vi hanno partecipato. Personalmente credo che quella della canzone d’autore sia la strada migliore per valorizzare l’Arte di una delle nostre migliori interpreti. Ora anche più saggia che in passato. Artisticamente, s’intende.

1998Raro! (Fernando Fratarcangeli)

………

L’ autoritratto più fedele  Patty Pravo lo affida a Mauro Paoluzzi , suo geniale arrangiatore: “La incontri fuori dallo studio – dice lui, facendola sorridere d’orgoglio – e ti sembra che stia passeggiando su Marte. Poi entra in sala, agguanta il microfono e canta alla prima, precisa e impeccabile: dieci ore per dieci canzoni, laddove altri ci impiegano mesi”. Si parla di Notti, guai e libertà, il disco che esce oggi, a quattro anni dal temerario, bellissimo e incompreso Ideogrammi. La Patty si sottopone con disagio avvertibile, ma anche con cortesia al rito fatuo e dispersivo del pranzo promozionale, in cui si chiacchiera molto più di quanto si parli, e sentire è raramente sinonimo di ascoltare. E chiede aiuto all’ironia, regalandoci accattivanti sbruffonate (“Il mio disco? L’ho ascoltato solo due volte, ma non mi dispiace”) e frecciate all’imperversante moda del gossip: “Mi dispiace per voi – sogghigna, soave – ma non ho matrimoni in vista, né fidanzamenti. E neppure un processo penale: come farete a fare il titolo?”. Racconta degli autori – “Trenta brani, ma non vi dirò chi ha scritto i venti che ho scartato” – invitati a dar vita a questo nobilissimo album, ciascuno raffigurandola in una canzone. E così ecco Ruggeri “che non voleva crederci, di poter parlare con me”. E Fossati che “ha scritto il brano più bello”, Guccini “che mi ha mandato la sua canzone ma non ci siamo mai parlati”, e Battiato “col quale siamo compagni di merengue. Per argomento lui ha scelto Emma Bovary, che era una borghesotta fintamente trasgressiva. Però l’ha colta nel suo momento migliore, quando si stufa del marito”. Il problema, del resto, è che “mancano, ormai, gli autori maledetti.

1998Il Giornale (C. G. Romana)
◾◾◾

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                     

RECENSIONI ALBUM Songs – Selezione Articoli – PATTY PRAVO ▪  OCCULTE PERSUASIONI  


RECENSIONI
ALBUM Songs 
Selezione Articoli 



PATTY
PRAVO 

OCCULTE PERSUASIONI 

 ’84

◾◾◾

 

Fa rabbia trovare ancora in giro, a parlare di Patty Pravo, alcuni esponenti della tribù di “esperti senza capacità di fare esperienze” che affligge l’ambiente dello spettacolo. Costoro ci spiegano che la Strambelli non ha voce, oggi meno che mai. Che “a prendere certe note” non ce la fa proprio, che è distrutta, ammesso che ci sia stato un tempo in cui valeva qualcosa. Lei se la ride, più che altro. Almeno in pubblico. Se queste critiche pedanti le danno fastidio, reagisce con solitaria amarezza invece che con rissose polemiche, come forse avrebbe fatto in altri periodi della sua carriera. Ma la risposta più esplicita di Patty, coraggiosa, quasi una sfida, è contenuta in questa raccolta di canzoni  che è azzeccata in tutto, a cominciare dal titolo: Occulte Persuasioni. Siccome ama la trasgressione (ha frequentato a lungo  l’azzardo e l’ambiguità come dimensioni di vita e come dimensioni estetiche) Patty è andata controcorrente. Ha registrato il suo nuovo disco, sapendo che sarebbe stato un test delicato, pressoché in diretta, come in una situazione “live”. Pochi, intelligenti strumentisti, arrangiamenti sobri ma di rara sapienza e suggestione. E lei, su queste basi, ha cantato, senza ritoccare niente. Il disco è stato fatto così. Dentro c’è lei. Una donna che conosce il segreto della raffinatezza, della misura, della regale spregiudicatezza. Non ha paura di mostrare il suo sfinimento, l’eco della sua dimestichezza con le pratiche – perché no? – di malattia e peccato. Riesce sempre (a parte, forse, le due canzoni più banali, Donne ombra, uomini nebbia e Viaggio) a tradurre la “povertà” delle sue risorse fisiche in ricchezza di fascinazione. Usando una prodigiosa sensibilità languida-magica. Come è possibile parlare di scarsa tecnica al cospetto di questi risultati? E’ tecnica pura, nel significato più vero (cultura nell’uso del proprio strumento espressivo), quella di Patty Pravo. E’ commovente rintracciare nel disco i suoni della sua leggendaria voce. Che ha perso smalto, come negarlo? Patty non ci fa più sentire quei bassi orgogliosi che la resero celebre fin dal pezzo d’esordio, Ragazzo triste, nel 1966, epoca del suo battesimo come “ragazza del Piper”. I bassi che poi furono intrecciati con aristocratiche escursioni nel registro acuto (sempre da contralto, però) in prove ancor più convincenti come La bambola, Se perdo te, Tripoli 1969. Oggi la sua voce è più sommessa, intima. Più scarna. Più monocorde. Patty usa meno colori, timbri più asciutti, più semplici, e ottiene più mistero. Ascoltarla in Prendi, in Amore buono, in Dolce una follia, canzoni di cui si può ben dire che faranno epoca, è sul serio un’avventura emozionante. Scopriamo che un tribolato soggiorno negli Stati Uniti ha finito per restituirci la cantante più moderna che abbiamo oggi in Italia. Oggi che il rock è finito, che è di nuovo tempo di serene penombre, di raccolte meditazioni, di sottili e pensose voluttà, Patty Pravo sa cantare nel modo giusto i versi (incantati e disincantati) del suo miglior autore del momento, Maurizio Monti: “Noi, ci consumiamo con grande gioia noi… E’ una cosa bella, è riuscita bene in questo incontro a modo…” RADIOCORRIERE TV1984Mario Gamba

 
◾◾◾

In cima alla scala di Sanremo, il pallore e l’argento di Patty Pravo appartenevano alla dimensione del mito. Come un’apparizione, la sua immagine ha avvolto tutti d’inquietudine. Di nostalgia. Era certo un passato di leggenda che scendeva da quella scala, con movenze tanto studiate da sembrare naturali. Tre minuti sono stati sufficienti per riappropriarsi di un carisma, di una leggenda artistica che ha fatto gridare al miracolo. Patty, con l’operazione Sanremo, ha riacceso un fuoco che, vorrei sperare, non si spegnerà presto. “Occulte persuasioni” è un album che lascia sbigottiti persino gli amanti del rock. E’ un’opera fatta di semplicità e di raffinatezza superbe, di genialità negli arrangiamenti e di parole che scavano oltre la superficie del cuore. Dietro queste canzoni c’è un vero mondo d’amore che s’agita e gioca, si riflette e s’immerge in una confusione d’atteggiamenti, in uno sdoppiamento proiettato al passato. Un microcosmo emotivo soggiogato dal fascino e dalla tenerezza. Dall’impuria e dalla follia. Dietro questo piccolo miracolo ci sono mani sapienti. La produzione di Lilli Greco, gli arrangiamenti di Maurizio Guarini e un torrente di parole di Maurizio Monti (autore di tutta la prima facciata) e di Paolo Conte (con lo pseudonimo Solingo firma buona parte della seconda). Il segreto, la vera persuasione occulta di questo lavoro, sta nell’intimità del rapporto tra la voce di Patty Pravo e l’ascoltatore. Ogni canzone è un suggerimento, un’introspezione, “un fatto insolito”. Pizzicati di chitarra, arpeggi geniali e leggere toccate di tastiere che si riflettono in un tenero Casiotone dai sussurri umanoidi. La Passeggiata, con la collaborazione musicale di Cocciante, fa respirare questa dimensione e rimanda senza sottintesi alle elucubrazioni vocali di Maureen Tucker e di Nico dei vecchi Velvet Underground del 1967 con gli arpeggi di Lou Reed. Amore buono incide ancora di più, con una frenesia ritmica e un’ansia atonale cara al timbro vocale e strumentale di John Martyn, grazie anche ai passaggi jazz delle tastiere. Dolce una follia fa risaltare una voce da vera, grande interprete che riesce a regalare davvero emozioni continue. Un prodotto affascinante, allettante, maturo, fino alla più lucida follia. ROCKSTAR1984Paolo De Bernardin

 ◾◾◾

Occulte persuasioni è il primo Compact Disc di Patty Pravo. Non poteva esserci esordio migliore per un’artista che ha sempre vissuto intensamente la propria creatività confrontandola continuamente con il mutare dei tempi – senza paura di giocare spesso un ruolo di rottura con le convenzioni musicali dominanti. Oltre al dato puramente tecnico però siamo qui di fronte ad un evento artistico di grande importanza: “Occulte persuasioni” è infatti il lavoro che riporta Patty Pravo al suo pubblico dopo alcuni anni trascorsi in un’ intensa ricerca artistica ed esistenziale. Cittadina del mondo per convinzione e vocazione, Patty Pravo ha viaggiato molto, ha vissuto in California, ha lavorato con musicisti di diverse nazionalità: ha così accumulato molte esperienze filtrandole con quella sua visione del mondo assolutamente personale. Per questi motivi “Occulte persuasioni” non è solo un Compact Disc di canzoni ma una esperienza più completa: una poesia che si fa vita, una vita che si manifesta in canzone – anzi in nove canzoni scelte con cura ed interpretate con un’abilità tecnica che non è mai fine a se stessa. Come tutte le grandi cantanti infatti Patty Pravo possiede nella voce quella magica qualità che anima una parola e la arricchisce di impensabili sfumature. Il Compact Disc si apre con Per una bambola presentata per la prima volta al Festival di Sanremo 1984 (dove ha vinto il 1° premio della critica). Il testo di questa canzone è vagamente autobiografico e magica la sua interpretazione. Passeggiata è una storia a metà tra sogno e realtà ambientata in un mondo surreale. Il delicato arrangiamento accentua la dimensione da favola della composizione. Cieli di Bahia pennella di azzurro una canzone che ruota attorno alla ricerca di una dimensione più umana nel vivere. Amore buono si distende su un tappeto sonoro di soffice jazz con i vari strumenti che intrecciano un fitto dialogo con la voce della cantante. Dolce una follia ha la struttura di un lento (anche ballabile) che languidamente si perde nel labirinto della follia che sempre accompagna la vita di ogni essere umano: l’importante è dare libero sfogo alla propria anima. Occulte persuasioni ha l’andatura di una ballata avvolgente che tenta di afferrare un istante di amore – un gioco pericoloso che vale sempre la pena di giocare. Viaggio è la voglia di esotismo, un reggae sofisticato che parla di Messico e Caraibi, l’evasione della mente che anticipa il corpo. Donne ombra – uomini nebbia ha il ritmo continuo di un pensiero assillante che dura tutta la notte per poi sfumare improvvisamente ai primi raggi del sole. Infine Prendi, un prezioso dialogo allo specchio, un delicato ricamo vocale che chiude un lavoro sincero e creativo. Nove canzoni che sono altrettanti gesti di amore di Patty Pravo verso la musica e verso il pubblico. 
◾◾◾

PRESENTAZIONE UFFICIALE (booklet CD)  Franco Zanetti