Archivi giornalieri: 23 giugno 2017

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​GIUDIZI UNIVERSALI: PATTY PRAVO – “ECCOMI” 

​GIUDIZI UNIVERSALI: PATTY PRAVO – “ECCOMI” 
recensione di Giuseppe Rondinelli

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Da questa settimana, tutti i martedì, avrò il compito e la responsabilità di ascoltare e recensire per voi gli album degli artisti italiani usciti di recente. Non essendo il sottoscritto legato da alcun tipo di contratto con qualunque etichetta e soprattutto non avendo alcun tipo di “agevolazione diretta” da chicchessìa, potete star sicuri che i miei giudizi e le mie impressioni sui dischi saranno sempre e comunque indipendenti, motivati solo e sempre dai miei certamente opinabili gusti, ma sempre trasparenti e il più obiettivi possibile, sempre nel rispetto dell’artista e di tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte per la loro realizzazione. Per cominciare, metto nel mio lettore cd, l’ultimo lavoro di una delle pochissime vere icone della nostra musica leggera, quella sempreverde ex “Ragazza del Piper” che all’ultima edizione del Festival ha saputo regalare autentiche emozioni con le sue performance avvolte di gran carisma e magnetismo: PATTY PRAVO.  Procediamo con ordine:
A PARTE TE. Questo pezzo composto da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro (peraltro il giorno del suo compleanno, pare) apre perfettamente le danze, pur essendo tutt’altro che scatenato, ma semmai di grande atmosfera e che funziona bene proprio nella parte in cui ripete come un mantra il verso “non c’è niente a parte te, di speciale”, nello stile tanto caro proprio al suo autore. Un pensiero “maturo” perfettamente riconducibile ad una signora della sua esperienza. Voto: 9
CI VEDREMO POI. Scritto da Rachele Bastreghi dei Baustelle, unico scelto dalla cantante veneziana tra i tre che le aveva spedito, non è particolarmente incisivo, appare più come un pezzo orecchiabile e (abbastanza) radiofonico, non certo pregnante ed il titolo del primo brano sembra calzargli a pennello. La sua brevità, in questo caso gioca a favore, dato che esprime un concetto sin troppo semplice e quasi scontato. Voto: 5
QUALCHE COSA DI DIVERSO. Decisamente di tutt’altra qualità questa traccia, che riesce per testo ed ambientazione intimista, a dare una vera pennellata decisiva, sull’autoritratto dell’interprete che sembra proprio sentirsi a suo agio in questa “confidenza” che vuol regalarci. Anche questo un brano piuttosto breve, di poco più di tre minuti di durata, ma ben spesi. Lo si deve al sempre bravo cantautore Zibba. Voto: 8,5
CIELI IMMENSI. Come ho già scritto altrove, questo non è semplicemente un bel brano, è un abito cucito praticamente addosso a lei e al suo personaggio, con cui ci ha persuasi in tutti questi anni, anzi… sedotti e come tutti i bei vestiti, è servito non a farsi notare ma a valorizzare che lo indossa. Fortunato Zampaglione ha saputo cogliere l’essenza di Nicoletta, lasciando Patty una volta tanto seduta a guardarla mentre fa questa sua eterea esternazione. Non è da poco che un uomo, per quanto poeta, sappia notarla così bene e soprattutto metterla su pentagramma con questa disinvoltura. Canzone che possiamo definire sua complice e di rara suggestione e non è un caso che anche in platea, al teatro Ariston di Sanremo, l’abbiano notata ed accolta con quei fragorosi applausi. Voto: 10
PER DIFENDERTI DA ME. E’ di Tiziano Ferro questo pezzo e si sente eccome. Non certo come fatto negativo, anzi semmai la descrizione di questa autocritica sincera, una volta tanto stupisce per come, pur essendo sulle perfette frequenze del cantautore laziale, sia riuscita ad essere ben adattata alla voce scarna e senza fronzoli della bionda interprete. E’ un pezzo asciutto, quasi essenziale, ma diretto ed emozionale. Interessante compromesso musicale, il loro, da tener presente anche in futuro, se possibile. Voto: 7,5
NUVOLE, curioso il fato che l’autore di questa canzone, Giangi Skip, sia praticamente un tecnico a cui la nostra eroina aveva portato a far aggiustare un mixer che si era guastato. Lui, le ha confidato di scrivere anche brani e così dopo la richiesta di far ascoltare qualcosa, alla fine dopo aver ascoltato questo, lei si sia convinta di trovarsi di fronte a qualcosa di molto valido. Ascoltandolo confermo che lo è, eccome… Anzi forse è uno dei più belli qui contenuti e da scegliere come eventuale nuovo singolo, date le caratteristiche molto orecchiabili, ma anche intime e convincenti sin dal primo approccio. Voto: 10
NON SIAMO EROI (con Emis Killa), pare che l’indimenticata cantante de LA BAMBOLA, si sia molto prodigata (forse alla ricerca di modernità o di rinfrescata immagine) per collaborare con alcuni tra i più amati rappers del momento. L’esperimento poteva essere poco convincente e anche rischioso, dati altri precedenti analoghi esperimenti di alcune sue colleghe, finiti in “caciara”. Qui il risultato non è certo dei più memorabili, ma non nuoce all’insieme. Voto: 6,5
POSSIEDIMI, Gianna Nannini le ha scritto questo brano, nato al telefono, dato che lei era molto impegnata in quel periodo a fare un trasloco tra Italia e Inghilterra e di tempo libero ne aveva poco. Il contenuto è stato più volto contestato dalla cantante che non aveva molta intenzione di parlare di un amplesso, come nelle intenzioni della rockstar. Ma poi, grazie anche all’ausilio di Pacifico che gli ha dato una sistemata in fase finale, è nata una bella cosa, certo proprio in linea con le recenti produzioni della senese,ma tant’è… Voto: 7S
E CHIUDO GLI OCCHI. Un altro giovane e promettente cantautore si nasconde dietro questo pezzo. Tullio Mancino, nato in provincia di Taranto, a Manduria dove è stato negli anni scorsi anche candidato come sindaco, non eletto. Anche questo pezzo suona davvero come una sorta di tributo che lui, in quanto fan dell’icona, ha voluto regalarle e l’amore nel comporlo si sente eccome, nella qualità della sua confezione. Sicuramente sul podio tra le più belle dell’intero disco. Voto: 9,5
COME UNA PREGHIERA. Canzone poco incisiva, che vede tra i suoi autori anche il figlio di cotanto Mogol, Alfredo Rapetti e Andrea Regazzetti, già compositore per Marco Mengoni. Qui, nonostante il buon sostegno ritmico, il pezzo non decolla ed è davvero tra le più trascurabili dell’intero album. Voto 5
SE. Decisamente una perla, invece questa composizione di Samuel Umberto Romano, noto frontman dei Subsonica. Per farla sua, la Strambelli utilizza persino una vocalità piuttosto inedita per quanto la riguarda e ne esce senza dubbio un’interessante rilettura addirittura di lei come interprete. Data l’ancestralità delle atmosfere evocate è il brano forse più interessante di tutto il lavoro, nonostante di primo acchitto possa sembrare sfuggente. Voto: 10
UN UOMO SEMPLICE. Chi avesse trovato troppo inconsueta la traccia precedente e ne fosse rimasto un po’ spaesato, si rifarà invece con questa, composta da Maria Francesca Xefteris, dove la cantante ritrova la sua voce ordinaria, servita da una base musicale più cantabile e rasserenante. In questo brano, più che in tutti gli altri del disco, si ritrova la Patty Pravo che tutti abbiamo amato nella sua storia musicale, grazie anche alle sonorità evocate, che decisamente strizzano l’occhio ai trascorsi discografici della protagonista. Voto: 6
TUTT’AL PIU’. (con Fred De Palma) Per nulla casuale il fatto che proprio dopo il precedente brano “rievocativo” della carriera artistica della cantante, si sia voluto optare per una chiusura ancor più riconciliante col passato, scegliendo nientemeno che questo capolavoro musical-prosaico uscito dalla penna di un monumento come Franco Migliacci e da un musicista di razza come Piero Pintucci e che tante soddisfazioni le diede quando uscì a suo tempo. Ascoltata la prima volta nella serata dedicata alle “cover” al Festival, convinse poco, qui invece lo fa di più, perchè assimilato il resto del disco che ha chiaro intento rinnovativo per la strepitosa interprete, fa perfettamente chiudere il cerchio.Voto 6.5

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In definitiva, un album molto ben confezionato e assolutamente al passo coi tempi attuali, reso tale da un produttore come Michele Canova, ormai ricercatissimo ed appagato da risultati d’oro con altri cantanti della nuova generazione, che lui stesso ha contribuito a lanciare e consolidare. Un ottimo esperimento che ha il sapore di analoghi altri fatti da sempre in paesi d’Oltralpe, d’Oltremanica e d’Oltreoceano, dove le cosiddette “glorie del passato” non sono mai accompagnate anche dall’aggettivo “vecchie”. VOTO GLOBALE 8,5

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