Patty Pravo: «L’amore che non manca»

Patty Pravo: «L’amore che non manca»


9 JUL, 2014
di LAVINIA FARNESE


Nella vita è «sola e felice» e a 66 anni, dietro le quinte del Sulla luna tour, ha più di Un pensiero stupendo. Lasciando stare Venezia. E Renzi

La musica che resta senza più parole in chiusura delle sue canzoni, finisce d’accompagnarla col corpo, in un volteggio via via più lieve a spegnersi del polso, delle mani. Lo fa da quando ragazza nelle immagini di repertorio in bianco e nero aveva medesima fantasia, ma meno anni: sono quasi 50 dalla sua prima esibizione al Piper.

Patty Pravo si specchia in vestaglia bianca sotto le luci del suo camerino: è scalza, e fuma. Come una signora «bella, altera e un po’ sdegnosa», che si sente essere stata madre in vita sua solo di quella, ma l’ha fatta a guardarla così senza simili da non avere rimpianti, e neanche paure.

Non le manca, no, un amore, e anzi declina la solitudine al superlativo («Di storie ne ho avute, di mariti pure, ogni tanto cazzeggio, ma sola si sta di un gran bene»). Più dischi di lei – che ne ha venduti 110 milioni – solo Mina, eppure non si preoccupa della sua eredità («Sting ha detto ai figli che dovranno cavarsela da soli, io manco li ho fatti, figurarsi se posso avere pensato a chi andranno le mie cose»).

Lascia che l’istinto risponda per lei, al «Santa subito» che le urlano dalla Cavea dell’Auditorium, nella data romana del Sulla luna tour (con cui girerà Italia e isole tutta l’estate): «Per carità!».

Spergiura che nulla è cambiato da qualsiasi allora indietro nel tempo («Di bravate ne ho sempre fatte. E spero proprio di non avere concluso l’opera»). Il 28 agosto, in Italia, uscirà Xenia, un film del greco Panos H. Koutras presentato già al Festival di Cannes in cui in un cameo interpreta sé stessa, adorata dai fan. «Ne ho di così appassionati. Ma per fortuna sono simpatici e non malati. Il più piccolo qui ha sei anni».

Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, non ha vinto la sua anarchia («Non ho mai votato, e più mi guardo intorno più mi passa la voglia»). Aspetta piuttosto la chiamata di papa Francesco, visto che ha «cantato per tutti gli altri e buona memoria per imparare quel che più vorrà». Venezia le dà un dolore ogni volta che torna («Per l’assedio dei negozi di maschere dozzinali, la sporcizia, il male-odore»), quando un tempo era il suo Pensiero Stupendo («Io ci sono nata e cresciuta: da bambina camminavo tra i canali, lì la laguna, le calli quasi vuote, i colori, i silenzi»).

Scaletta decisa sui desideri dei seguaci sui social: c’è Pazza Idea, Tutt’al più, Non andare via. Non in quest’ordine. Ma tutto succede, in un’ora e mezza. Ed è un buon tempo, quello con lei.

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https://www.vanityfair.it/
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