Archivio mensile:maggio 2018

PRAVISSIMA MONOGRAFIA DISCOGRAFICA – MISS ITALIA


Patty Pravo – MISS ITALIA


MISS ITALIA

Interprete: Patty Pravo
Etichetta: RCA Italiana
Catalogo: PL 31392
Data di pubblicazione: 1978
Matrici: HKAY 34273/HKAY 34274
Supporto:vinile 33 giri
Tipo audio: Stereo
Dimensioni: 30 cm.
Facciate: 2


Note: Fotografie di Pietro Pascuttini / Registrato da Tony Platt & Paul Jeffery allo studio Stone Castle di Carimate (Milano), “Pensiero stupendo” registrato negli Studi RCA di Roma da Antonio Rampotti, “Bello” registrato negli studi Quattro Uno di Roma da Franco Finetti e Stefano Taccaliti / Distribuito da RCA Italiana – Roma
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BRANI

Lato A

JOHNNY
Autori: Maurizio Monti Arrangiatori: Dino Kappa Edizioni: RCA Musica , RCA , Delta
SENTIRTI
Autori: Armando Mango, Pino Mango Edizioni: Numero Uno
BELLO MIO
Autori: Maurizio Monti Arrangiatori: Dino Kappa Edizioni: RCA , Delta
NOTTI BIANCHE (Wow Wow come soffro) (IT’S A HEARTACHE – Bonnie Tyler)
Autori: Franco Migliacci, Ronnie Scott, Steve Wolfe Edizioni: RCA

Lato B

MARVA (Sometimes Man)
Autori: Ivan Graziani, Marva Jan Marrow Arrangiatori: Dino Kappa Edizioni: Numero Uno
BELLO (LOVE GOES TO BUILDING ON FIRE – Talking Heads)
Autori: David Byrne, Maurizio Monti Edizioni: RCA
DAI SALI SU (Come Sail Away)
Autori: Dennis DeYoung, Paul Jeffery, Bruno Marzi, Nicoletta Strambelli Edizioni: RCA
PENSIERO STUPENDO
Autori: Ivano Fossati, Oscar Prudente Edizioni: RCA Musica , RCA

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MUSICISTI


Mauro Balestra pedal steel guitar
Bob Callero basso
Luciano Ciccaglioni dobro
Flaviano Cuffari batteria
Dino D’Autorio basso
Gianni Dall’Aglio batteria
Gianni Dall’Aglio tastiere
Nicola Di Staso chitarre
Paul Jeffery chitarre
Paul Jeffery tastiere
Dino Kappa basso
Claudio Maioli tastiere
Walter Martino batteria
Karl Potter percussioni
Stefano Sabatini tastiere
Claudio Simonetti tastiere
Nicoletta Strambelli tastiere
Aldo Tamborrelli chitarre


SENTIRTI


Patty Pravo – Sentirti (Original Version HD)

Pubblicato il 10 feb 2016

Stupenda clip tratta dalla storico programma “Stryx”, in onda sul secondo canale Rai nell’autunno del 1978, per la regia di Enzo Trapani. Il brano presentato è “Sentirti”, scritto dai fratelli Armando e Pino Mango, e inciso per la prima volta da quest’ultimo nell’album “La mia ragazza è un gran caldo” (1978); successivamente viene ripreso da Patty Pravo nel suo LP “Miss Italia” (1978), uscito sull’onda del grandissimo successo di “Pensiero stupendo”: lo stesso Mango definirà Patty Pravo (insieme a Loredana Berté) interprete “insuperabile” delle sue canzoni. La Pravo aveva infatti già interpretato altri due brani del compianto cantautore lucano nell’album “Tanto” (1976): “Per te che mi apri l’universo” e “Per amarti d’amore”.

Il programma deve il proprio nome “stryx” alla corruzione del termine latino strix, ossia “civetta / allocco” (strix/strigis); termine che indicava anche l’animale leggendario strige; in alcuni dialetti italiani poi, in particolare in area veneto-friulana, il termine in epoca medioevale, tramutato in “strie”, indica le streghe dei boschi e degli antri.

Trasmissione tanto innovativa quanto controversa, “Stryx” nasce nel periodo successivo alla riforma della RAI del 1975, quando – complice lo standard PAL, introdotto ufficialmente nel gennaio 1977 dopo sei anni di sperimentazione, e la lottizzazione conseguente alla dipendenza dal Parlamento e non più dal Governo – il servizio pubblico si può ancora permettere una certa sperimentazione e una marcata esplorazione di nuovi linguaggi di comunicazione, contrapponendo al rigore conservatore della Rete 1 democristiana (oggi Rai 1), la provocazione culturale ed innovatrice della Rete 2 (oggi Rai 2), di orientamento progressista. Stryx viene concepita quindi in un contesto culturale di assoluta libertà espressiva, soprattutto culturale e sessuale, offerta dal secondo canale della RAI e perfettamente interpretata dal regista Enzo Trapani dando vita ad un concept-show da contrapporre al palinsesto tradizionalista del primo canale.
Il gruppo di produzione, composto da Alberto Testa, Carla Vistarini e dallo stesso Trapani elabora un progetto decisamente provocatorio creato attorno al binomio satanismo-erotismo, costruito dopo studi sulla tradizione medievale, sulla superstizione, sui culti pagani paneuropei e messo in scena per mezzo di scenografie di grande impatto visivo (opera di Ennio Di Maio), costumi ricchi e sgargianti (creati da Gianna Sgarbossa) spesso alternati a velate o addirittura ostentate nudità, effetti visivi di forte impatto e personaggi di grande talento, perfettamente selezionati ed adeguati al ruolo da interpretare (alcuni di essi all’esordio di una successiva carriera); tutto questo viene contestualizzato all’interno di un ambito occulto e pagano, nel quale predomina un divertito satanismo, il culto orgiastico, l’eccesso cinetico e cromatico, l’esposizione fisica della bellezza femminile. In particolare, la scelta degli interpreti appare coerente con la filosofia della trasmissione, alternando cantanti dalla forte ambiguità sessuale (Grace Jones, Amanda Lear o Anna Oxa in pieno periodo androgino) a interpreti sofisticate (Patty Pravo, Mia Martini) o sensuali ed esotiche (Gal Costa, Asha Puthli) e facendo coesistere auliche e lievi sonorità medievali (offerte da un giovanissimo Angelo Branduardi, proponendo dal vivo “La serie dei numeri” e “Ballo in Fa#-“) con i massimi esponenti del cosmo sound allora in voga (Rockets); all’antro caotico di Stryx non mancano comunque una protagonista deliziosa e materna quale è Ombretta Colli nel ruolo di Ludmilla, fattucchiera svampita dallo spiccato accento bolognese e incapace di trasformare correttamente in principe il rospo Franz (ottenendo sempre risultati diversi, come un pompiere o un ragioniere, interpretati da Walter Valdi), un abilissimo mimo (il giapponese Hal Yamanouchi) e un esperto napoletano di superstizione e malocchio (Gianni Cajafa) che suggerisce ai telespettatori come interpretare le carte, i fondi di caffè e come scacciare la maledizione. A tale proposito, Trapani decide di far esibire la Martini mentre viene accompagnata ad una sorta di rogo (chiara allusione all’infausta leggenda che ha sempre accompagnato questa artista).

Dal punto di vista della tecnologia disponibile all’epoca, viene fatto massiccio uso di luci stroboscopiche, degli effluvi del ghiaccio secco (effetti mutuati dal fenomeno discomusic) e del chromakey, attraverso il quale molti personaggi vengono sovrapposti a fondali graficamente molto elaborati, coerenti alla narrazione o all’esibizione in corso. Inoltre l’ambientazione orgiastica – per certi versi sabbatica, o addirittura satanica – permette al regista il libero uso di corpi nudi, costumi sgargianti e orpelli perfettamente adeguati alle possibilità cromatiche offerte dai nuovi televisori utilizzati del pubblico.
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