PATTY PRAVO – BIOGRAPHY 2

PRAVISSIMA BIOGRAPHY

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PATTY PRAVO – BIOGRAFIA

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il conservatorio


Nicoletta frequenta le scuole pubbliche rifiutando il collegio in maniera originale: non si lagna e non piange, semplicemente fugge. Per tre volte! Alla scuola pubblica è più felice; canta la ‘Marsigliese’ con la maestra nobildonna Mazzin Crovato; ride della professoressa di italiano meteoropatica al contrario: triste e depressa col sole, felice con la pioggia; gioca, soprattutto con i maschi in particolare a pallone, nel ruolo di portiere, con la paura di slogarsi i polsi o farsi male alle mani e non poter più suonare o in difesa; oppure fa l’arbitro nelle gare di chi fa la pipì più lontano, creando un rapporto di uguaglianza, lasciando le femmine in un angolo a parlare dei loro noiosissimi innamoramenti. Studia danza con Madame Turrito della Fenice di Venezia, disciplina che ancora oggi porta avanti, nel privato, con alcuni esercizi di allora, tornati utili per la concentrazione e la respirazione. E’ il maestro Ugo Amendola, nome arcinoto della musica classica, a darle lezioni di teoria e solfeggio, dopo la scuola. Nicoletta viene poi iscritta al conservatorio all’età di dieci anni, ma già con l’etichetta di ‘bambina prodigio’ in quanto supera brillantemente un esame ed entra direttamente al quarto anno. Fra i più prestigiosi insegnanti che la seguono al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, un nome dalle riconosciute competenze, Ettore Gracis, la farà appassionare alla direzione d’orchestra. Anche di lui Patty Pravo ha un buon ricordo: ‘Un uomo grande dal punto di vista umano ed artistico’. Lui, il primo a dire, al collega Bagnoli, dopo una tosta arrabbiatura di Nicoletta (sfociata nel lancio del leggìo ad un oboista che sbagliava le note apposta): ‘Abbiamo una grande! Una grande! Questa Strambelli ha un gran carattere ed è un talento incredibile!’. Dopo tutte queste attività ci sono i compiti a casa che spesso Nicoletta si trova a svolgere nella casa museo di Peggy Guggenheim che, come tutti sanno, ha avuto un ruolo determinante nella storia dell’arte del Novecento, poiché nonostante la tirchieria della stessa (in casa aveva, per gli ospiti, un telefono a gettoni), non si può dimenticare che la sua dichiarazione più nota e ripetuta è stata: ‘E’ mio dovere proteggere l’arte del mio tempo. Una vocazione’. Ed esiste anche il tempo libero nella vita di Nicoletta, certo trascorso sempre in maniera un po’ originale e che ha anch’esso inciso sul definirsi della sua personalità.

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