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Patty Pravo ▪︎ 18 settembre 2008 ARENA DI VERONA ▪︎ 40 ANNI DI GRANDI SUCCESSI


PHOTO E ART WORK: CLAUDIO PORCARELLI

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LA CAMBIO IO LA VITA CHE … TOUR 2018

PattyPraVo

TOURNÉE

LA CAMBIO IO LA VITA CHE … TOUR 2018

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SCALETTA:

“Concerto per Patty”

“Tutt’al più”

“Piccina”

“La canzone dei vecchi amanti”

“Non andare via”

“Motherless child”

“A modo mio”

“I giorni dell’armonia”

“Col tempo”

“Ol’ man river”

“Dove andranno i nostri fiori”

“Miss Italia”

“Se perdo te”

“Orient Express”

“E dimmi che non vuoi morire”

“Oltre l’Eden”

“Piramidi di vetro”

“Cieli immensi

“Un senso”

“La viaggiatrice Bisanzio”

“La bambola”

“Tristezza moderna”

“Pensiero stupendo”

“Pazza idea”

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Raul Rizzardi RitZ’Ó – Facebook / WordPress

STUPISCIMI TOUR BOOKLET TOUR BOOK

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STUPISCIMI TOUR

Autori vari
Edito da Idea’s studio Ok print srl Roma 2003

Brochure informativa dello Stupiscimi Tour contenente immagini rielaborate da Claudio Porcarelli, un saluto autografato dell’Artista, il programma dei concerti e i crediti relativi a musicisti, produzione, tecnici.

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http://www.pattypravoweb.com

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PATTY PRAVO 29 Giugno 1971: era un Martedì


PRAVISSIMA

RASSEGNA Stampa

PattyPraVo

PATTY PRAVO
29 Giugno 1971: era un Martedì

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La seconda serata memorabile si verificò pochi mesi dopo, ovvero il 29 Giugno 1971: era un Martedì ed era attesa ad esibirsi la cantante più famosa e di successo dopo Mina: la ragazza del Piper Patty Pravo.

Quando era prevista una sua apparizione televisiva in quegli anni tutte le donne dai 16 ai 35 anni si inchiodavano davanti al televisore per vedere com’era vestita, com’era pettinata e come si atteggiava davanti alle telecamere. Se Mina era sicuramente riconosciuta come la cantante più dotata tecnicamente, grande era il dualismo con Patty Pravo, che era in assoluto la cantante più di tendenza di quegli anni, vera interprete del divismo anni ’60 (allora non esistevano Internet e le tv private, ed i cantanti centellinavano le loro rare apparizioni in tv alimentando il divismo nei loro confronti).

Dopo sei mesi di corteggiamento serrato del suo manager, mio padre era finalmente riuscito ad ottenere la presenza della diva Patty Pravo in un locale perso nella bassa mantovana: il cachet richiesto era talmente alto che il biglietto d’ingresso era passato dalle usuali 1.000 lire per gli uomini e 500 per le donne ad una tariffa unica di 2.500 lire. Tenendo conto che la serata era un Martedì infrasettimanale non era una cosa peregrina temere che poca gente avrebbe presenziato a quella serata.

Ma così non fu, quella sera il locale fece il pienone, del resto la serata era stata ampiamente pubblicizzata dalla stampa locale. Tuttavia la “divina Patty” si comportò proprio come una diva dispettosa: alle ore 23,30 di Lei non c’era ancora traccia. Il pubblico cominciava a spazientirsi ed a fischiare sonoramente la malcapitata orchestra che aveva il compito di condurre la serata danzante prima di lei. All’epoca i cellulari non esistevano e non si poteva sapere dove era finita la cantante. Mio padre annunciò al microfono che sarebbe arrivata a breve: a quel punto vidi di persona il divismo di allora. La folla si diresse tutta verso l’uscita per aspettarla nel parcheggio: non era mai successo prima. A quel punto mio padre partì per andare a cercarla a Suzzara presso il ristorante dove si presumeva avesse cenato, non senza avere prima dato istruzioni di spargere la voce che sarebbe entrata per il cancello di sinistra a fianco della villa, mentre lei sarebbe stata fatta entrare da quello di destra.

A mezzanotte in punto arrivò la Porsche 911 di Patty che, come previsto, si diresse verso il cancello di sinistra con tutte le 2.500 persone al seguito e che si accalcarono intorno all’auto protetta da i carabinieri, ma con a bordo solo la sua inseparabile amica astrologa di allora, mentre Lei entrava tranquilla dal cancello di destra a bordo della macchina di mio padre (una anomima Fiat 1500 color panna).