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Patty Pravo – Circola un video su di me | FULL CONCERT LIVE

 

Patty Pravo – Circola un video su di me | FULL CONCERT LIVE

Narinternational

Pubblicato il 6 mar 2020
Circola un video su di menasce come DVD, pubblicato nel dicembre 2009 e contenente anche un cd con alcuni brani tratti dal Live Arena di Verona, pubblicato anch’esso nel 2009, dopo la partecipazione dell’artista al Festival di Sanremo.
Il contenuto principale, full album, è composto da registrazioni dal vivo tratte da diversi concerti del tour “Sold Out- 2008”, realizzate dai fan della cantante.
Nel video sono presenti le performance live dei più grandi successi della cantante, più due brani “E io verrò un girono là” “E mi manchi tanto” (quest’ultima cover del brano omonimo degli Alunni del Sole), come tracce conclusive.

Contiene inoltre una Intro iniziale, ovvero un’intervista alla grande artista italiana.

TRACKLIST:

0 Intro 00:00
1 Dai sali su 01:50
2 Sentimento 06:12
3 Per una bambola 10:30
4 Pensiero Stupendo 14:28
5 Les Etrangers 18:34
6 E Dimmi Che Non Vuoi Morire 26:38
7 la Viaggiatrice 31:16
8 Io Ti Venderei 35:22
9 Se Perdo Te 39:10
10 Pazza Idea 42:06
11 la Bambola 46:06
12 Ragazzo Triste 50:24
13 Qui E Là 53:19
14 Let’s Go 57:01
15 Tutt’al Più 01:01:00
16 E Mi Manchi Tanto 01:06:03
17 E Io Verrò Un Giorno Là 01:09:54

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Patty Pravo – TV: PREMIATISSIMA (1984)

TV: PREMIATISSIMA (1984)

CANALE 5 – PREMIATISSIMA

In onda il sabato dal 6 ottobre 1984 al 26 gennaio 1985

Torneo musicale che vede la partecipazione di otto “regine” della musica italiana:
Patty Pravo, Gabriella Ferri, Fiorella Mannoia, Orietta Berti,
Celeste, Marcella, Iva Zanicchi e Dori Ghezzi:
ognuna in gara con sei canzoni famose del passato

* Sabato 29 SETTEMBRE va in onda Anteprima di PREMIATISSIMA

(puntata di presentazione con l’intervento di tutti i protagonisti dello show)

Programmazione puntate e brani eseguiti

6 OTTOBRE – Che m’è ‘mparato a fà
27 OTTOBRE – Come le rose
3 NOVEMBRE – Il terzo uomo
17 NOVEMBRE – Il negro Zumbon
1 DICEMBRE – La danza di Zorba
22 DICEMBRE – Mille lire al mese
29 DICEMBRE – Puntata di riepilogo: interventi in studio e filmati
5 GENNAIO – Come le rose
12 GENNAIO – Il terzo uomo
19 GENNAIO – La danza di Zorba
26 GENNAIO – FINALE – La danza di Zorba
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Patty Pravo Il terzo uomo

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Patty Pravo
Il negro Zumbòn
1984

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Patty Pravo
La danza di Zorba
Terza esecuzione

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Patty Pravo
La danza di Zorba
Seconda esecuzione

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Patty Pravo
Il terzo uomo
Seconda esecuzione
1984

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Patty Pravo
Come le rose
1984

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Patty Pravo
Mille lire al mese

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Patty Pravo
Come le rose
1984

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Patty Pravo
Che m’è ‘mparato a fa

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Patty Pravo
La danza di Zorba
1^ esecuzione 1984

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Patty Pravo – TV: SPECIAL BRAVO PRAVO (1970)

TV: SPECIAL BRAVO PRAVO (1970)

Giovedì 31 DICEMBRE 1970 ORTF (Tv francese – 2° canale)

BRAVO PRAVO Special di fine anno

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Roma è una prigione (versione francese) – Se perdo te

Sometimes I feel like motherless child – Una conchiglia – Five foot two eyes of blue

Per te – Le poete – The long and winding road – Detachez-moi les bras

Metti una sera a cena – Il mio fiore nero – Cry me a river – Non, je ne regrette rien

Gocce di pioggia su di me – Nos jours gris nos jours noirs – You make me love you

MEDLEY: La bambola-Il paradiso-Ragazzo triste

——

Patty Pravo – La ville est ma Prison (1970)

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Patty Pravo – Se perdo Te (1970)

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Patty Pravo – Sometimes I Feel Like A Motherless Child (1970)

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Patty Pravo – Per Te (1970)

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Patty Pravo – Je ne regrette Rien (1970)

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Patty pravo: Metti una sera a Cena (1970)

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Patty Pravo – Gocce di Pioggia su di me (1970)

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Patty Pravo – Five foot two eyes of Blue (1970)

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Patty Pravo – You made me Love you (1970)

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Patty Pravo – Il mio fiore Nero (1970)

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Patty Pravo – Le Poète'(1970)

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Patty Pravo – The long and Winding road (1970)

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Patty Pravo – Détachez moi les Bras (1970)

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Patty Pravo – Una Conchiglia (1970)

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Patty Pravo – Nos jours gris, nos jours noirs (1970)

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Patty Pravo – Cry me a River (1970)

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Patty Pravo – Medley (1970)

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Un abito di Patty Pravo in mostra al “Sanremo Opening 2020”

Un abito di Patty Pravo in mostra al “Sanremo Opening 2020” , Casinò di Sanremo dal 03.02.2020

Opening Sanremo, note e moda per i 70 anni del Festival
Mostra e sfilata dal Casinò presenta Chiara Giallonardo

Nilla Pizzi vincitrice del primo Festival di Sanremo nel 1951 con Grazie dei fior, in abito bianco sartoriale © ANSA

L’abito bianco sartoriale modello new look indossato da Nilla Pizzi nel 1951 quando vinse il primo Festival di Sanremo con “Grazie dei fior” divenne subito imitatissimo. Lo stesso avvenne per il long dress nero realizzato dalla sartoria di Raffaella Curiel nel ’69 per Iva Zanicchi, vincitrice del festival con Zingara. Per non parlare dei capi-scandalo, come quello con spacco abissale di Fausto Puglisi per Belen Rodriguez nel 2012, che mostrò così al pubblico la sua farfallina tatuata sull’inguine. Oppure dell’abito firmato Fernanda Gattinoni per Julia de Palma che turbò il pubblico con Tua, canzone giudicata troppo sexy per l’epoca. Poi l’abito bianco della Sartoria Gulp per Marcella Bella con le sue Montagne verdi, o quello indossato da Mina quando vinse con Le Mille Bolle Blu (collezione Prail de Rado). Sono capi storici, indimenticabili, legati per sempre alle canzoni dell’epoca e alle loro interpreti, e saranno anche loro, non solo i brani, a raccontare 70 anni di storia del Festival della canzone italiana, attraverso la moda e i look passati sul palco del Teatro Ariston in sette decenni, nell’Opening Sanremo 2020, che alla vigilia del Festival della canzone italiana, lunedì 3 febbraio, celebrerà i 70 anni della gara canora, primo appuntamento del progetto Tra palco e città. Il fashion show di 12 capi, sviluppato da Rai Pubblicità, in collaborazione con Rai Teche (per i filmati), sarà presentato da Chiara Giallonardo dal Casinò di Sanremo e andrà in onda nel corso del festival il 4 febbraio. “Che emozione essere qui” rivela in anteprima Chiara Giallonardo al telefono con l’ANSA. “L’Opening sanremo 2020 è una novità assoluta che celebra 69 anni del Festival attraverso gli abiti iconici, le canzoni più belle e le testimonianze dei protagonisti”. Per la moda si ricorda la collaborazione dello Studio Marver che dal 1995 porta le grandi griffe sul palco dell’Ariston. Grande apporto dalla maison Gattinoni che esporrà per l’occasione cinque creazioni appartenenti all’archivio storico Fernanda e Raniero Gattinoni, dichiarato nel 2008 dal ministero per le Attività Culturali, patrimonio storico nazionale. Gli abiti sono quello in duchesse blu con ricami sul decolleté realizzato da Fernanda Gattinoni nel ’53 per la cantante Flo Sandon’s; un long dress con coda in paillette nere e castoni in cristallo, disegnato da Raniero Gattinoni nel 1992 per Alba Parietti nelle vesti di co-presentatrice; un abito in cady rosso bordeaux con cintura in vita e fiocchi fatto da Fernanda Gattinoni nel ’95 per Maria Teresa Ruta; un tubino in paillette oro e ricami di cristallo realizzato da Fernanda Gattinoni nel ’67 per la presentatrice Renata Mauro; infine un abito lungo in cady lurex di colore rosso, firmato Fernanda Gattinoni nel ’73 per la cantante Lara Saint Paul. Tra “i pezzi forti”, la creazione che Gianluca Saitto ha firmato per Patty Pravo, indossato dalla cantante nel Sanremo 2016. Un lungo e scenografico vestito di velluto di seta nero con coda, pensato per sublimare lo stile teatrale della cantante, impreziosito da una costruzione speciale realizzata con tulle color carne per rendere le maniche lunghe quasi sospese e per far sembrare il ramage del ricamo sulla seta simile a un tatuaggio. In mostra c’è lo smoking in shantung di seta bianco e collo a scialle nero ricamato firmato da Carlo Pignatelli e indossato da Achille Lauro lo scorso anno a Sanremo. Ma ci sono tanti altri capi ‘storici’ delle più grandi griffe italiane: Giorgio Armani Privé (Michelle Hunziker), Alberta Ferretti (Rocio Munoz Morales), Francesco Scognamiglio (Giorgia ed Emma), Antonio Grimaldi (Fiorella Mannoia), Pucci (Elisabetta Canalis), Dolce & Gabbana (Simona Ventura), Giorgio Armani (Ines Sastre), Nicola Trussardi (Orietta Berti), Moschino-Jeremy Scott (Hunziker), Gianfranco Ferrè (Andrea Osvart/Bianca Guaccero), Philosophy (Virginia Raffaele), Etro (Bisio), Ferragamo (Carlo Conti), Giorgio Armani (Panariello), Piattelli (Pippo Baudo).

www.ansa.it/sito/notizie/cultura/
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Patty Pravo – Menu’ (Festivalbar 1985)



Menù/Day by Day

singolo di Patty Pravo del
Menù/Day by Day
Artista Patty Pravo
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1985
Durata 4:07
Genere Pop
Etichetta CGD – 10623
Produttore Cesare De Natale e Bruno Zambrini
Registrazione 1985
Formati 45 giri
Patty Pravo
Singolo precedente
Per una bambola/Viaggio
(1984)Singolo successivo
Pigramente signora
(1987)
Menù/Day by Day è il 28º 45 giri di Patty Pravo,pubblicato nel 1985 dalla CGD.

Il disco
Con la pubblicazione di questo singolo, dagli esiti poco esaltanti,[1] finì anche la permanenza di Patty Pravo all’interno della casa discografica CGD.

Alla stessa Patty Pravo, il brano, non piacque per nulla

«”Menù” era improponibile. Feci il provino in inglese, e in quel modo il pezzo era abbastanza carino, ma non era nato con quell’arrangiamento. Poi Zambrini ha voluto fare l’arrangiamento, Migliacci il testo… Cose allucinanti. Peccato, perché il provino iniziale era carino.»

Menù
Menù è una canzone scritta da Franco Migliacci e Bruno Zambrini.

Col brano, Patty Pravo partecipò al Festivalbar 1985.

Il brano non fu incluso in nessun album; ma solo in una ristampa dell’album Occulte persuasioni del 1990.

Day by Day
Day by Day è stata scritta da Bruno Zambrini, Cesare De Natale e Franco Migliacci e coindice, per l’arrangiamento, col lato A del 45 giri, in inglese; anche se di durata superiore.

Il brano non fu incluso in nessun album; ma solo in una ristampa dell’album Occulte persuasioni del 1990.

Tracce
45 Giri edizione italiana
Lato A

Menù – 4:07
Lato B

Day by Day – 4:27
Note
^ Hit Parade Italia. Top annuale singoli più venduti del 1985

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Patty Pravo ▪︎ Storia di una donna che ha amato due volte un uomo che non sapeva amare (“The same old chair”)

https://youtu.be/gAwOEiuVwSY

 


 

Patty Pravo esegue Storia di una donna che ha amato due volte un uomo che non sapeva amare (“The same old chair”), brano scritto da Shel Shapiro e tradotto da Vito Pallavicini. Questa versione ha una durata minore rispetto all’originale di ben nove minuti.

 

 

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Patty Pravo in topless su Facebook a 67 anni, fan impazziti sul web

Patty Pravo in topless su Facebook a 67 anni, fan impazziti sul web

Martedì 14 Luglio 201516:59

“Whaooo! Sono riuscita a prendere una goccia di sole!”. Con questo commento la cantante Patty Pravo, 67 anni, ha postato su Facebook alcune foto che la ritraggono mentre prende il sole in topless sulla terrazza di casa sua in Versilia. Immediate le reazioni del web: centinaia di utenti su Twitter e su Facebook hanno espresso commenti sul fisico della cantante che nelle foto appare appare con slip neri, occhiali da sole e cappello Panama. “Quasi 70 anni ed esprime ancora se stessa senza problemi, grazie anche al suo fisico da urlo”, scrive Stefano. La cantante domani si esibirà in concerto a Marina di Massa.

© Il MESSAGGERO
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Patty Pravo RASSEGNA STAMPA PENTHOUSE 1983

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PHOTO DI ROBERTO ROCCHI

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Storia di una donna che ha amato due volte un uomo che non sapeva amare

 

Patty Pravo esegue Storia di una donna che ha amato due volte un uomo che non sapeva amare (“The same old chair”), brano scritto da Shel Shapiro e tradotto da Vito Pallavicini. Questa versione ha una durata minore rispetto all’originale di ben nove minuti.

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STUPISCIMI TOUR BOOKLET TOUR BOOK

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STUPISCIMI TOUR

Autori vari
Edito da Idea’s studio Ok print srl Roma 2003

Brochure informativa dello Stupiscimi Tour contenente immagini rielaborate da Claudio Porcarelli, un saluto autografato dell’Artista, il programma dei concerti e i crediti relativi a musicisti, produzione, tecnici.

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http://www.pattypravoweb.com

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NIC UNIC BOOKLET by Danilo Bucchi – PATTY PRAVO

 

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NIC UNIC TOUR

 2004

Autori vari
Edito da Nando Sepe Management 2004 con grafica di Idea’s studio
Fuori produzione
Brochure informativa del Nic- Unic tour contenente opere pittoriche di Danilo Bucchi, testi dell’omonimo album, crediti relativi a musicisti, produzione e tecnici.
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http://http://www.pattypravoweb.com
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STUPISCIMI TOUR 2004 – BOOKLET

 

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STUPISCIMI TOUR

Autori vari
Edito da Idea’s studio Ok print srl Roma 2003
Brochure informativa dello Stupiscimi Tour contenente immagini rielaborate da Claudio Porcarelli, un saluto autografato dell’Artista, il programma dei concerti e i crediti relativi a musicisti, produzione, tecnici.
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http://www.pattypravoweb.com
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Patty Pravo, un’intervista in 100 domande

Patty Pravo, un’intervista in 100 domande


Sul palco e quando parla è senza freni. La prima bionda avvistata in Cina racconta tutto del nuovo album “Eccomi”, della carriera da bambola-diva, delle sue (non) paure.

di Silvia Criara – 22 Aprile 2016 – 17:00


Incontriamo la divina Patty Pravo per una super intervista in 100 domande (e lei risponde a tutto senza freni). Nata Nicoletta Strambelli, ma da sempre conosciuta con il nome d’arte, è ancora in tour in Italia con il nuovo album Eccomi. Sempre biondissima, brillante e diretta dopo 50 anni di carriera. Una che, come immaginavi, le cose non le manda certo a dire da nessuno.

1. Cos’è il palco per Patty Pravo? È la vita, il posto in cui sono più felice. Mi sento libera, me stessa.

2. Come si sopravvive all’istante prima dell’esibizione? C’è tensione, ma va bene, se non fosse così dovrei cambiare mestiere.

3. Il nuovo album si intitola Eccomi. Una nuova Patty? Avevo annunciato l’album già due o tre volte, poi avevo tardato. Quando finalmente è uscito mi è sembrato bello dire: «Eccomi!».

4. Il pezzo Cieli immensi… dove portano? Parla di un grande amore, ma non si capisce dove si para e il finale è lasciato a chi ascolta. L’immenso è il piacere di potersi aprire, di poter recepire il sentimento, in senso lato, non solo quello fisico.

5. Guarda spesso il cielo? Sì, da casa spesso, ho una bellissima vista su Roma, abito al Quirinale, ci sono dei fine giornata con dei rossi e dei colori splendidi.

6. Perché sposarsi quattro volte come ha fatto lei? Perché me lo hanno proposto.

7. Quindi nel matrimonio ci crede proprio? Assolutamente no, eravamo molto innamorati e me lo chiedevano.

8. Qual è stato il giorno del «Sì» più bello di tutti? Sono state quasi tutte nozze con musicisti con cui lavoravo. Erano molto simili.

9. E cosa succedeva? Non è che facevamo le feste, ci si sposava e basta. Molto facile, in Comune e via.

10. Vede i suoi ex? Certo, capita. Abbiamo un buon rapporto.

11. Come si sopravvive a quattro suocere? Benissimo, una mi fa pure i bikini all’uncinetto.

12. Non si è stufata degli uomini? Perché dovrei? Non sono neanche fidanzata ultimamente.

13. Chi frequenterebbe? Non vedo l’ora di girare l’angolo e incontrare l’amore. Ben venga!

14. Cosa ricorda della prima volta che ha fatto l’amore? Oh, mi sono divertita tantissimo, avevo 14 anni. Tanto bello che lo raccontai subito ai miei nonni.

15. E dell’ultima? Che è stata una bella scopata (ride).

16. L’attrazione è chimica o fisica? Be’, per me sono esattamente la stessa cosa e ovviamente sono fondamentali.

17. Cosa manca oggi degli anni del Piper? Manca la vita che c’era allora, il mondo è cambiato totalmente, allora ci si divertiva, c’era musica splendida, c’era ricerca.

18. E ora no? Meno, ma non solo in Italia. Nella musica adesso c’è il marketing.

19. Cos’era ribelle ai tempi? Facevamo quello che volevamo, ora non so cosa facciano per essere ribelli. Forse molti di loro si stravolgono con delle droghe di pessima qualità, che non è il massimo ed è molto pericoloso.

20. Cosa manca ai giovani d’oggi? Non mi sembrano molto felici adesso, mancano prospettive. I tempi del Piper erano sani, massimo qualche canna. E la guerra era finita. Ora è iniziata.

21. I talent show? Sono un’occasione per farsi notare. Considerando che in Italia, eccetto Sanremo, non ci sono più manifestazioni e vetrine importanti. Però non li amo.

22. Perché? Non amo come inneggiano alla tecnica. Io preferisco lungamente l’errore.

23. Cos’è l’errore? Vuol dire che canti con l’anima, il cuore e la pancia.

24. E la tecnica? Con quella non si canta proprio.

25. Se le chiedessero di fare il giudice? Mmm, difficile.

26. Ha 50 anni di carriera alle spalle. Qual è il suo prossimo traguardo? Non ne ho mai avuti, per me è stata una lunga passeggiata.

27. Più un A piedi nudi nel parco o uno sbarco sulla luna? Un po’ e un po’. Terrena e insieme lunare, straordinaria.

28. Quanto conta l’opinione degli altri? Boh, io faccio finta di niente. Ringrazio il cielo che sono molto amata. Per strada mi salutano «Ciao Patty. Ciao Ni» (da Nicoletta Strambelli, il suo nome all’anagrafe).

29. E quando è stata additata? Non è mai stata la gente a criticarmi, erano i giornalisti, che è un’altra cosa. Sparavano titoli del tipo «Mi faccio gli uomini come sigarette». Cazzate del genere.

30. Qual è la prima cosa che guarda quando conosce una persona? Le mani e lo sguardo.

31. Che tipo di persone evita? C’è parecchia roba da evitare, mi dà fastidio la volgarità soprattutto.

32. Il duetto della vita. Con Pavarotti.

33. Con chi non l’ha ancora fatto e vorrebbe? Normalmente quando voglio una cosa la faccio.

34. E ora? Con i musicisti che hanno scritto per me nel nuovo album: Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Tiziano Ferro, quel pazzo di Emis Killa. Poi Fred de Palma, un poeta e Zibba, ci siamo incontrati, abbiamo parlato per 20 minuti sul mio divano e lui mi ha mandato il pezzo dopo 2 ore. È entrato nella mia anima.

35. Ha cantato in cinese e arabo. Come ha fatto? Facile, sono portata per le lingue. Ho cantato in spagnolo, francese, tedesco, arabo, cinese. Persino in indiano, non mi spaventa nulla.

36. Com’è il pubblico cinese durante i concerti? Sono arrivata in Cina per prima, non avevano mai visto una bionda.

37. Cosa le dicevano? Mi urlavano «Rock’n’roll». A Pechino ho presentato il primo show via satellite, io lo presentavo in cinese e il cinese presentava in inglese. Abbiamo fatto uno share di 1 miliardo e 380 milioni di persone. Mica male.

38. La più grande gaffe che ha fatto nella sua vita? Gaffe?! Un’infinità credo, diciamo che non sono molto diplomatica e quindi mi riescono molto bene. Ho sempre avuto il mio carattere, che piaccia o meno: ho sempre voluto fare di testa mia.

39. Come si sopravvive a un tour? Se ne fa un altro.

40. Dove prende l’energia? Il segreto è che si dà energia ma si riceve anche dai fan. E quella sera vorresti che non finisse mai.

41. Lei ha qualche rito scaramantico/propiziatorio o un oggetto antisfiga da portare ai concerti? No.

42. Come si concentra? Sto molto tempo da sola. Prima del concerto ceno insieme ai musicisti e poi saliamo sul palco.

43. La sua più grande paura. Che mi venga il raffreddore! Ma, in generale, non sono una persona che prova spesso paura.

44. Cosa ricorda del primo concertone? Sono salita sul palco e ho fatto le stesse cose che faccio ancora adesso.

45. L’ultimo Sanremo in 3 aggettivi. Piacevole, sorridente, passato.

46. Cosa non si aspettava? Il pubblico ha votato molto per me e mi hanno dato il premio alla carriera.

47. Cosa l’ha stupita? Che ci fosse una “Giuria di qualità”. Be’, se quella era qualità…

48. Nel backstage ha incontrato il suo ex Riccardo Fogli? Sì, ci siamo abbracciati e salutati velocemente, perché sai, li si viaggia. Uno corre su, l’altro corre giù.

49. Chi l’ha emozionata di più? Emozionata mi sembra un parolone. Non so, la vedo pallida, grigia.

50. Il suo pseudonimo viene dalle anime «prave» di Dante. Secondo lei hanno una marcia in più? Non so, è venuto fuori perché al conservatorio si studiava dantismo. Poi c’era Pravos, un giornale di avanguardia nordica, e anche il movimento pre-68 olandese dei Provos.

51. Gira voce che Patty Pravo porti fortuna… È vero, ci sono due miei colleghi che quando mi vedono mi toccano il sedere, non faccio nomi se no perdo il potere.

52. La situazione più bizzarra in cui ha cantato? A Bologna per la consegna dei Telegatti. Io e il mio gruppo non avevamo chiuso occhio la notte prima, per il viaggio. Arriviamo e ci fanno aspettare ore prima di prepararci il palco. A un certo punto saliamo dai camerini e scopriamo che in scena c’erano solo una batteria e un pianoforte (meno male che lo aveva suonato Venditti per ultimo!). Dei nostri strumenti nulla. I miei musicisti, americani e inglesi, erano davvero incazzati. Gli italiani per queste cose se ne stanno buoni e zitti. Loro invece no, hanno fatto un macello. La produzione aveva persino dovuto chiamare la polizia.

53. E cosa è successo? Dalla rabbia ho scagliato via il microfono ed è finito in testa a un caro amico giornalista. Mi è spiaciuto molto. Poverino.

54. Qual è il primo ricordo di se stessa che canta? Ero adolescente, cantavo con i Cyan Three, tre ragazzi inglesi della mia stessa età che suonavano al Piper.

55. Il primo ricordo di Venezia? Ci sono nata a Venezia, ricordo che da bambina mi aggrappavo sui “miei” leoni, in piazza San Marco. Li adoravo.

56. Cos’è la famiglia? Sono cresciuta con i miei nonni. Ho ricordi meravigliosi della mia infanzia, perché nonna aveva capito tutto di me ancora prima che io nascessi.

57. Cosa aveva capito? Sapeva già chi ero. Mi ha fatto iniziare a studiare musica e pianoforte a 3 anni. E questo mi ha salvata.

58. Perché ha scelto di non avere figli? Non ho mai creduto che l’avere figli andasse d’accordo con il mio mestiere. Girare il mondo e tenere un bambino rinchiuso in camerino con la tata… proprio no. Ognuno fa ciò che sente.

59. Qual era il suo gioco preferito da bambina? Non è che giocassi molto, più che altro studiavo. Avevo un amichetto che si chiamava Luigino. E mi divertivo a fargli gli scherzi, cattivi anche.

60. E ora? Adesso il motto è «troviamo qualcuno con cui divertirci».

61. È stata qualche giorno in carcere con un’accusa, falsa, di possesso di stupefacenti. In realtà è stata un’esperienza meravigliosa, con delle persone incredibili. Molti di loro non avevano fatto niente e più che dentro avrebbero dovuto stare fuori. Invece fuori ci sono soprattutto i farabutti.

62. E quando è uscita? Si sono messi tutti quanti a cantare Ragazzo Triste e mi hanno dato un pacco di lettere gigantesco da distribuire alle rispettive famiglie.

63. Di quali emozioni vale la pena “drogarsi” nella vita? Di felicità.

64. Cos’è per lei? È un insieme di piccolissimi momenti.

65. Voterà alle elezioni del sindaco di Roma? Dopo avere avuto Marino ti passa la voglia di votare. E poi non vedo nessun essere che possa fare qualcosa.

66. Di cosa c’è bisogno a Roma? Se faccio una veloce lista mentale delle cose che non funzionano in città… praticamente tutto.

67. Tipo? Basta parlare con i tassinari, che sanno e vedono più di chiunque altro. Possono fare un elenco migliore di qualsiasi candidato politico.

68. Perché loro? Mi piace quella normalità speciale che hanno, è rara. Sono incazzati come tutti i romani. E come tutti noi italiani.

69. Quanto si fida delle persone? Io mi fido, se poi vengo fottuta, buonanotte. Non ci penso più.

70. Si decide di pancia o di testa? Di pancia.

71. È indulgente con se stessa? Non ho rimpianti e neppure molto da perdonarmi.

72. A cosa non si può resistere? Al cioccolato di notte.

73. Mezzo secolo di stellare carriera. Si sente arrivata? Arrivata dove? Non si è mai arrivati.

74. Le piace viaggiare? Non potrei farne a meno, devo viaggiare.

75. Il viaggio più estremo? Attraversare il deserto senza guida.

76. Che sensazione ricorda? Quando vado non uso la tenda, mi metto vicino al cammello (amo il suo odore) e mi addormento con la testa sulla sua pancia.

77. Dove nel deserto? Sono stata tre volte nel Sahara, a nord e a sud.

78. A quando la prossima volta? Sto cercando di organizzare una quindicina di giorni in maggio. Prendo una vacanza da tutto, me ne sto con un cammello, da sola.

79. Da sola nel deserto, non ha paura? Paura io?! Certo che vado da sola. Mi serve per respirare.

80. E come si orienta senza guida? Guardando le stelle. Poi ci sono delle carte geografiche difficili da trovare. Sembrano macchie ma segnano le zone pericolose.

81. Si riferisce ai ribelli? Lì non ci sono ancora, parlo di sabbie mobili, serpenti e animali pericolosi. Poi i Tuareg sono una popolazione meravigliosa. Con alcuni di loro ho vissuto 3 mesi in un accampamento nel sud del Marocco.

82. Cosa ha imparato da loro? La dignità e la bellezza della vita. Tutto ciò che l’uomo sogna e dovrebbe avere. Quando torni dal deserto stai bene per un po’ ma poi ti inizia a mancare.

83. Crede in Dio? No.

84. Cos’è per lei la solitudine? Io amo la solitudine.

85. Dopo la vita cosa c’è? Boh, io mi faccio bruciare e buttare.

86. Dove? Questo non lo dirò mai.

87. Le piace il Papa? È una persona molto interessante. Lo aspettavo da tempo un Papa così. Qualcuno che potesse avvicinarsi a ciò che diceva Cristo, che è stato il primo socialista.

88. E Cristo cosa direbbe di socialista oggi? Per esempio di non vivere solamente per gli interessi delle banche, che è quello che facciamo noi, no?

89. Com’è arredata casa sua? Molto semplicemente.

90. Qual è l’angolo in cui si rilassa? Un divano molto comodo e il pianoforte, mi siedo e suono.

91. Il souvenir di viaggio a cui è più legata? Ho tre rocce che vengono da tre deserti. Sono le uniche cose che ho tenuto.

92. Colleziona qualcosa? Non amo accumulare oggetti per casa. Neanche i cimeli della mia carriera, non tengo ricordi, dischi, foto semplicemente sono me stessa.

93. Ha sempre indossato abiti di grandi stilisti. Ha un ricordo speciale legato a un vestito? Quello che mi fece Versace per il Carnevale di Venezia, ora è in un museo a New York. Un abito architettonico che, in realtà, pesava 4 etti.

94. Ha animali? La mia micia Memè.

95. Sushi o cucina romanesca? Dipende da quando ho fame, come ho fame e che tipo di fame ho.

96. Cucina? Lo odio. Se invito amici a casa è per chiacchierare. Oddio, poi si può sempre fare arrivare una pizza.

97. Porta l’orologio? Mai.

98. Quindi guarda sul telefono? So sempre, esattamente, che ore sono. Il mio orologio è interno.

99. Il tempo corre troppo? Un giorno, da bambina, qualcuno mi chiese che età avessi e io risposi «Sono millenaria!». Non so nemmeno quanti anni ho! Se non c’è qualcuno che me lo dice scordo il mio compleanno.

100. Se non fosse stata Patty chi avrebbe voluto essere? Un grande direttore d’orchestra, ho studiato per quello. Non si sa mai, magari tra due anni lo faccio.


scritto da Silvia Criara


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Articoli in primo piano

Patty Pravo: «La mia famiglia, gli amori, le droghe e la musica» *

MUSIC STORIE

Patty Pravo: «La mia famiglia, gli amori, le droghe e la musica»
*
31 OCT, 2017

di VALENTINA COLOSIMO

***


L’infanzia libera a Venezia, la mamma che «ho conosciuto tardi», gli incontri con Jimi Hendrix e Berlusconi. E poi il sesso con i giovani e pure quello (figurato) con il pubblico. Alla vigilia dell’uscita della sua autobiografia, Patty Pravo si racconta senza censure

La nonna si chiamava Maria. Non c’è più da tanti anni ma il suo spirito aleggia in questa casa. «Mi fa cose pazzesche. Un giorno mi ha aperto il guardaroba e ha buttato tutti i vestiti per terra. Oppure se gli sta simpatico qualcuno gli prende il cappello – non posso fare nomi, eh – e glielo fa ritrovare a Verona. Poi mi sposta gli oggetti di continuo». Si diverte? «È il suo modo per farmi sentire che è ancora vicina a me. E poi dicono che quando muoiono, le persone scompaiono…».

Il passato e il presente.

Patty Pravo snocciola ricordi nel soggiorno di casa sua. È piccola nel grande divano chiaro, ha i leggings neri, la T-shirt bianca, i capelli sciolti biondo platino, si accende una sigaretta ogni tanto. All’ingresso c’è un juke-box, poi tappeti, un pianoforte, libri, su un tavolino c’è un drago di legno, la sua ultima passione: «Stamattina pensavo che vorrei tanto un draghetto che mi faccia compagnia». Il sopracciglio si alza. Patty rassicura: «Ovviamente non esistono draghi domestici, ma io sono anche un po’ bambina, mi racconto storie incredibili e godo molto nel farlo».
La sua, di storia, l’ha finalmente raccontata nell’autobiografia che esce per Einaudi Stile libero, La cambio io la vita che… «Anche se avrei preferito farlo più avanti il libro, devono ancora succedere cose importanti», racconta Patty. «Ma vabbe’, c’era un contratto firmato, io l’ho fatto ed eccoci qua». Eccoci qua, davanti all’ultima diva italiana, cento milioni di dischi venduti nel mondo, dagli esordi al Piper di Roma a oggi, una vita pienissima che aspetta solo un bravo sceneggiatore per diventare un film.

Cominciamo da sua madre.
«Mamma l’ho conosciuta tardi. Aveva avuto un parto spaventoso e una depressione terribile che è durata un anno. Non poteva tirarmi su, quindi vivevo dai nonni paterni. Nonno le aveva preso una bella villa fuori città, lei poi si è risposata e ha avuto altri due bambini».

Chissà che rabbia.
«Per niente. Stavamo in due mondi separati».

Oggi vi frequentate?
«Sì e mi fa morire. Ha 91 anni, va in giro con ragazzi di 30-40 e li fa ubriacare con gli spritz. Va in moto con mio fratello e si incazza perché deve stare dietro. E poi le piace andare al poligono a sparare: becca il centro senza occhiali».

Sua nonna le ha fatto da mamma.
«Era più di una madre. A 8 anni mi spiegò che si abortiva con i ferri da maglia. Mi trattava come una ragazza».

Che cosa le ha insegnato?
«La libertà. Ma più che insegnarmela, ha assecondato la mia natura».

E suo padre?
«Mi divertivo un sacco con lui. Da bambina mi portava alle partite di calcio. Credo di essere stata la prima donna a entrare in uno stadio. Poi però non mi ci portò più perché facevo troppo casino».

Che cosa faceva?
«Avevo questo campanaccio, quello delle mucche. La gente intorno si arrabbiava».

Parliamo dei suoi amori. Il più grande?
«Questi sono cavoli miei. Posso dirle che sono stata fortunata, ho avuto bellissime storie. Con Gordon (Faggetter, musicista inglese, suo primo marito, ndr), avevo 16 anni. Poi Franco Baldieri, che purtroppo è morto. Un incontro spirituale».

Baldieri era gay e lei ha detto che l’aveva capito da subito.
«E questo che vuol dire? Ci siamo voluti davvero bene».

Con Riccardo Fogli fu grande passione.
«Ci siamo divertiti come pazzi».

Ebbe poi una relazione a tre con due musicisti, Paul Martinez e Paul Jeffery.
«Erano già amici quando li ho conosciuti. Stavamo bene, loro non volevano mai uscire di casa, dovevo spingerli io a fare le loro vite!».

Qualche incidente?
«Un giorno sto dormendo, rispondo al telefono e penso sia Martinez. Gli dico: “Domani vado a Bali, vieni con me”. Il giorno dopo mi sveglia la donna di servizio: “C’è un signore tutto vestito di bianco che la aspetta”. Avevo sbagliato Paul! Era Jeffery, non Martinez».

Come sono finite queste storie d’amore?
«Per esaurimento. Si cambia e le strade si dividono».

Figli non ne ha mai voluti.
«Non avrei mai potuto. I bambini vanno tirati su bene, non si possono portare in tour con la tata. I figli dei grandi artisti hanno fatto tutti una brutta fine. E poi non si sa mai: che mamma sarei stata?».

Non ha mai desiderato la stabilità affettiva?
«È dura stare con una come me».

Il sesso quanto conta?
«Se il sesso non funziona, addio. Vedi una persona e sei attratta: è immediato per me».

Ha mai frustrato il desiderio?
«Ah no, se mi piace uno me lo faccio. Solo che adesso bisogna andare fuori dall’Italia. Qua vedo solo uomini sporchi e brutti».

Oggi è single?
«Sì, al momento purtroppo niente sesso. Ma spero di fare nuovi incontri con il prossimo tour».

Preferenze?
«Con gli italiani non mi prendo, non li capisco. Mi piacciono gli stranieri giovani, sui 35 anni. Ho bisogno di curiosità, velocità mentale. Biondi, al massimo castani e senza barba né peli, non muscolosi».

In tour fa sempre conquiste?
«Quasi sempre. Ma se non trovo nessuno, pazienza: scoperò con il pubblico».

Prego?
«La sensazione è simile: sul palco piangi, godi. È amore totale».

Frequenta tanti giovani?
«Sì, mi piace. I giovanissimi invece sono un casino, non sanno fare sesso, e a 16 anni vanno addirittura in discoteca».

Scusi ma detto dalla ragazza del Piper…
«Io il mio primo Cuba libre l’ho bevuto a 19 anni. Questi oggi si devastano: una rovina».

Se mi piace uno me lo faccio. Solo che adesso bisogna andare fuori dall’Italia. Qua vedo solo uomini sporchi e brutti
Patty Pravo
Lei al massimo qualche canna con Jimi Hendrix…
«Con Jimi Hendrix nella Cinquecento ci fermarono una volta, fu una scena molto divertente. Comunque sì, una canna buona non fa mai male. Come dice il mio amico Keith Richards, bisogna usare solo roba buona. Non queste pillole di oggi che si comprano su Internet: sono da vietare».

Lei usava amfetamine e acidi.
«Sì, per una decina d’anni. L’ho fatto bene, potevo lavorare, poi mi sono stufata e ho smesso».

Le droghe favoriscono la creatività?
«Dipende da cosa prendi e come. Piccole dosi di qualità aiutano. Se ti stravolgi no. Io ho fatto di tutto, ma mai la cocaina: l’ho sempre vista come la droga dei borghesi. Mi fa senso. Non mi piacciono né gli ubriaconi né i cocainomani: tutti gli altri mi stanno bene».

I desideri cambiano con gli anni?
«Cambiano sì. A volte l’orizzonte si stringe, a volte si allarga. So solo che vado sul palco e faccio felice la gente».

Quando ha scoperto il suo carisma?
«Amore, ci si nasce! Dicono che quando una donna ha un parto difficile è perché sta dando alla luce una persona particolare, come nel caso di mamma con me. Vuol dire che rompiamo le palle da subito».

La sua irruzione nell’Italia bigotta degli anni ’60 ha dato fastidio in effetti.
«Nelle radio libere mi invitavano e volevano parlare solo di politica, che io odio. I politici sono ladri, incolti, gentaglia».

Per chi vota?
«Mai votato. Prima mi consideravo anarchica, oggi apolide. Quando vivevo vicino al Pantheon passavo tutti i giorni davanti al Parlamento. Alle guardie chiedevo: “È tutto pieno oggi?”. Se rispondevano di sì, dicevo: “Perfetto, allora passo dopo a tirare la bomba”. Se dovessero davvero mettere una bomba mi verrebbero a cercare…».

Che cosa pensa di Renzi e Berlusconi?
«Ma per me possono andarsene tutti… ».

Ha conosciuto Berlusconi?
«All’inizio degli anni ’90 partecipai a Una rotonda sul mare, il programma Tv. Berlusconi mi mandava a prendere tutte le settimane con un aereo privato. Poi una decina di anni fa ho fatto un concerto a casa sua in Sardegna. Una bellissima serata. Tra l’altro fa dei gelati buonissimi. Con me c’era la mia band, tutta gente di sinistra, che alla fine non era più di sinistra. Stavano tutti lì con quei gelati e lo adoravano».

Anche lei?
«Io canto per tutti. Mi sono esibita per l’Armata Rossa, per lo Scià di Persia, sono stata la prima italiana a cantare in Cina. Adesso sto facendo musica con i Tuareg, una cultura affascinante. Tra i Tuareg comandano le donne, lo sapeva?».

Parliamo delle donne.
«Io non mi sono mai sentita vessata, nessuno mi ha mai dato fastidio, forse perché non l’ho mai permesso o forse perché non attiravo. Ma una cosa c’è».

Quale?
«I contratti. Gli uomini guadagnano di più delle donne, anche nel mio campo».

Nel suo campo, che cosa pensa delle cantanti di oggi?
«Non hanno cultura musicale e sono rovinate dalla tecnica, con ste vocine ahhh ahhh… Ma così non dai nulla, tutto il corpo deve partecipare, e poi ci deve essere l’anima».

Artiste che le piacciono?
«La signora Vanoni. Paola Turci. Elisa. Emma. Loredana Bertè. Alessandra Amoroso, anche se non mi piace il suo repertorio, canta benissimo in inglese».

Cantando in inglese, nei primi anni ’70, disse di no a una carriera negli Stati Uniti.
«Il grande capo dell’Rca voleva farmi diventare una star in America, ma rifiutai».

Qualche rimpianto?
«Mai! Non avrei potuto continuare a fare quei pezzi, con la minigonna… per carità».

L’anno prossimo compie 70 anni.
«Ah, io non so la mia età. Mi hanno fatto una festa a sorpresa a 50 anni, si erano nascosti tutti qua, a casa mia, mi hanno sconvolta. Non so neanche quand’è il mio compleanno».

Il 9 aprile. È un Ariete, a lei interessa l’astrologia.
«Ai tempi di Linda Wolf (sua ex manager e astrologa, ndr). Poi ci siamo separate».

C’è stato un problema di soldi.
«Non voglio parlarne».

I giornali scrissero che era stata plagiata.
«Ne dicevano di tutti i colori su di me. Ma me ne sono sempre fregata».

Come ha fatto?
«O ti ammali o te ne freghi. Per me la gente sente la verità. Puoi fregarla per una settimana, un mese, ma non per cinquant’anni».

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Foto di Claudio PORCARELLI

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Patty Pravo – Morire tra le viole (1984 Version)


Nel 1984, Patty Pravo ritorna sul mercato discografico sotto la guida artistica di Caterina Caselli e della CGD, etichetta per cui – oltre alla sanremese “Per una bambola”, scritta e composta dieci anni prima da Maurizio Monti, ed il relativo album “Occulte persuasioni” – incide anche un LP composto da dieci nuove versioni di altrettanti classici del suo repertorio RCA, quattro dei quali tratti dallo storico 33 giri “Pazza idea” (1973). Fra questi, certamente immancabile è proprio “Morire tra le viole” (anch’essa scritta e composta da Maurizio Monti), pubblicata a suo tempo anche come lato B del 45 giri “Pazza idea”, clamoroso successo con cui Patty Pravo spopolò, perl’appunto, nell’estate del ’73, rimanendo per ben tre mesi consecutivi al vertice della hit parade italiana con oltre due milioni di copie vendute, fra album e singolo: un vero e proprio record per i tempi, considerando anche l’esiguo numero di donne che all’epoca riuscivano in una così grossa vendita di LP. La Pravo risultò regina di vendite discografiche nel 1973, seconda solo ad Ornella Vanoni, la quale piazzò in classifica tre 45 giri e ben due LP di grande successo.

Per Patty Pravo, “Pazza idea” sancì il ritorno alla sua storica etichetta, la RCA, con cui aveva debuttato sette anni prima. In pochi anni, da icona ribelle del Piper, la Strambelli si era velocemente trasformata in un’altera e sofisticata primadonna della canzone, sopravvivendo al tramonto della beat generation, che all’inizio degli anni ’70 travolse non poche stelle del decennio precedente.

Dopo tre album d’autore con la Phonogram, in cui era giunta al culmine della sua espressione più matura e teatrale, Patty Pravo ritornò al pop con una di quelle canzoni destinate a rimanere impresse nella memoria collettiva, come simbolo dell’amore controverso e trasgressivo.

E fu proprio la perfetta sovrapponibilità fra canzone e personaggio, a rivelarsi vincente, ancora una volta.